Star Wars Outlaws, titolo sviluppato da Ubisoft, ha catturato fin da subito l’attenzione dei fan per una promessa ambiziosa: portare il vasto universo di Star Wars in un’esperienza open world, libera e ricca di possibilità. In un mondo in cui la saga galattica è spesso stata rappresentata attraverso giochi lineari e narrativamente intensi (come la serie Jedi: Fallen Order), questo progetto si distingue per l’intenzione di offrire una libertà d’azione molto più ampia. Ma sarà riuscito Outlaws a mantenere le sue promesse?
Un universo tra luci ed ombre
L’ambientazione del gioco si colloca tra gli eventi di L’Impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi, in un periodo in cui la galassia è stretta nella morsa dell’Impero. Tuttavia, a differenza di molte altre storie che gravitano attorno ai conflitti tra Jedi, Sith e l’Impero, Outlaws abbraccia un lato meno esplorato del mondo di Star Wars: il sottomondo criminale.
Il giocatore infatti, veste i panni di Kay Vess, una fuorilegge in cerca di fortuna, che si ritrova praticamente già dall’inizio, coinvolta in missioni pericolose, traffici illeciti e, ovviamente, fughe rocambolesche dall’Impero. Kay non è né una Jedi né una ribelle: agisce ai margini della società, muovendosi tra cartelli del crimine, contrabbandieri e altri individui sospetti. Questo approccio “low-profile” all’universo di Star Wars è una scelta rinfrescante: mentre l’eroismo galattico e il misticismo della Forza dominano gran parte della narrazione del franchise, Outlaws esplora l’umanità e la sopravvivenza quotidiana in una galassia dove non tutti sono destinati a essere eroi.
Ubisoft ha puntato molto su un personaggio che, pur essendo fuorilegge, non è privo di un proprio codice morale. Kay è carismatica, sfacciata e astuta, con un passato oscuro che viene lentamente rivelato durante il gioco. Il legame con il suo compagno Nix non è solo funzionale al gameplay, ma diventa un elemento narrativo che aggiunge profondità emotiva.
Anche i personaggi secondari sono ben caratterizzati. Le fazioni criminali con cui Kay interagisce non sono semplici cattivi stereotipati, ma rappresentano una parte complessa e diversificata dell’universo di Star Wars. Le relazioni che la nostra protagonista sviluppa con questi personaggi si basano sulle sue scelte e azioni, creando un sistema di alleanze e rivalità dinamico.

Più che open world, open galaxy
Il punto di forza principale di Star Wars Outlaws è, senza dubbio, il suo gameplay open world. Ubisoft ha promesso vasti mondi da esplorare, missioni multiple e un approccio non lineare, e da quello che si è potuto vedere, il gioco sembra mantenere queste aspettative.
L’esplorazione gioca un ruolo cruciale in Outlaws. Le ambientazioni variano da grandi città galattiche a pianeti desertici, paludi infestate da creature pericolose e pianure abitate da comunità di cacciatori di taglie. Ogni luogo è vivo e vibrante, con NPC (personaggi non giocabili) che popolano i mondi, offrendo missioni secondarie e opportunità di interazione. A differenza di molti altri titoli open world che rischiano di risultare dispersivi, Outlaws sembra voler creare ambienti ricchi di dettagli e storie, ognuno con la sua specifica identità.
La navigazione tra i pianeti avviene in maniera fluida grazie all’astronave di Kay, che può essere personalizzata e utilizzata per combattere in battaglie spaziali o, semplicemente, per viaggiare da un pianeta all’altro. Il passaggio tra spazio e superfici planetarie è gestito con una transizione continua, senza tempi di caricamento evidenti, rendendo il tutto molto immersivo.
Un divertimento bilanciato tra missioni e combattimenti
Il gioco bilancia l’esplorazione con una vasta gamma di missioni, che spaziano da furti e contrabbandi a incarichi pericolosi contro nemici dell’Impero o fazioni criminali. Una delle particolarità è la flessibilità nelle scelte: Kay può decidere come approcciare le situazioni, adottando uno stile di gioco più furtivo o scegliendo il combattimento aperto. La varietà di approcci disponibili rende ogni missione dinamica e adattabile allo stile di gioco personale.
Il combattimento è rapido e fluido, con sparatorie ispirate alla tradizione western, in cui la velocità e la precisione sono essenziali. Kay ha un ampio arsenale di armi a sua disposizione, oltre alla possibilità di utilizzare il suo compagno, Nix, un piccolo e adorabile animaletto che può essere utilizzato per distrarre i nemici o raccogliere oggetti importanti. L’aggiunta di un partner come Nix conferisce un tocco di originalità al gameplay, offrendo soluzioni alternative nei momenti più critici. Le interazioni con le varie fazioni del mondo di Outlaws sono complesse e ricche di sfumature. Kay si troverà spesso a dover scegliere se collaborare con gruppi di criminali, contrabbandieri o resistenze locali. Ogni scelta ha conseguenze, non solo sullo sviluppo della trama principale, ma anche sulla reputazione di Kay in quel mondo. L’idea che le tue azioni possano influenzare i rapporti con le diverse fazioni aggiunge un elemento strategico e di immersione molto apprezzato.

Star Wars Outlaws, un’ IA illegale
Prima di proseguire, vorrei soffermarmi per un momento (anche un pò di più) sull’intelligenza artificiale dei nemici in Star Wars Outlaws, perché si tratta di uno degli aspetti che, purtroppo, non riesce a essere all’altezza delle altre promesse del gioco. Nonostante la grandiosità dell’ambientazione e la libertà di azione offerta al giocatore, l’IA dei nemici rovina l’esperienza con comportamenti prevedibili e talvolta comicamente goffi. Vorrei precisare che questa mia analisi non deriva dal voler mettere il dito nella piaga, ma proprio dal dispiacere nel vedere rovinata quella che poteva essere una straordinaria esperienza videoludica.
In primis, i nemici sembrano completamente incapaci di reagire adeguatamente alle situazioni. Puoi entrare in una stanza con passi pesanti o compiere azioni rumorose senza che gli avversari si accorgano della tua presenza, anche quando un minimo di logica suggerirebbe che dovrebbero essere in allerta. Questa mancanza di sensibilità rende il sistema di stealth poco gratificante: puoi camminare letteralmente davanti ai nemici senza che notino la tua presenza o semplicemente nasconderti dietro una copertura minima per eluderli. Continuando, la prevedibilità dei movimenti dei nemici è disarmante. Molti di loro seguono percorsi rigidi e ripetitivi, che li fanno apparire più come pedine in un gioco da tavolo che come avversari dinamici e pericolosi. Anche in situazioni di allerta, i loro movimenti non si discostano di molto da questi pattern predefiniti. Ad esempio, se sei scoperto, i nemici spesso si limitano a correre verso la tua posizione o restano immobili, sparando con un’accuratezza discutibile, invece di cercare di aggirarti o sfruttare l’ambiente a proprio vantaggio.
Incapacità di collaborazione, reazioni incoerenti e attacchi inefficienti
In un gioco dove dovresti sentirti costantemente minacciato dall’Impero e dalle bande criminali, la mancanza di collaborazione tra i nemici è sorprendente. Anche quando sei circondato da gruppi di avversari, raramente vedrai manovre di squadra o tattiche coordinate. I nemici tendono a comportarsi come singoli individui isolati, ignorando i compagni caduti o continuando a combattere in maniera monotona, senza sfruttare il vantaggio numerico o tattico. Questo rende facile approfittare delle loro debolezze, eliminandoli uno a uno senza una vera sfida.
Un altro aspetto frustrante è l’incoerenza nelle reazioni dei nemici agli stimoli. Potresti lanciare una granata in mezzo a un gruppo e vedere uno di loro scappare nella direzione opposta mentre gli altri restano immobili o si muovono in direzioni casuali. Anche nelle sparatorie, i nemici sembrano poco inclini a cercare una copertura adeguata o a riposizionarsi per ottenere un vantaggio. Anzi, capita spesso che rimangano esposti al fuoco nemico senza cercare protezione, rendendo il combattimento meno avvincente e più facile del previsto.
Infine, i nemici non riescono a variare efficacemente le loro tattiche di attacco. Anche di fronte a situazioni diverse, come il tuo uso di abilità speciali o armi potenti, i nemici tendono a rispondere sempre nello stesso modo, continuando a sparare alla cieca o attaccare frontalmente. Questo rende le battaglie ripetitive e toglie quel senso di sfida dinamica che ci si aspetterebbe da un gioco ambientato in un universo così ricco di possibilità tattiche.

Grafica e Colonna Sonora
Il mondo di gioco è quello che più mi ha soddisfatto perché i vari ambienti sono ricreati con grande cura, grazie a vari dettagli che ti fanno realmente immerso nell’universo di Star Wars. Le ambientazioni variano da maestose città galattiche a paesaggi naturali mozzafiato, passando per oscure cantine e basi segrete. Ogni luogo esplorabile ha una propria estetica distintiva e una grande quantità di dettagli. Che tu stia camminando attraverso le strade polverose di un avamposto desertico o esplorando zone paludose, tutto è ricreato con un’attenzione maniacale. Le texture delle superfici, come rocce, metalli, e tessuti, sono incredibilmente realistiche, rendendo l’ambiente tangibile e vivo.
Per quanto riguarda i modelli e le animazioni dei personaggi, è stata data palesemente priorità alla protagonista e ai personaggi comprimari annessi alla storia: tutti sono stati ben animati con dettagli facciali evidenziati e anche i loro costumi e armature sono state create con accuratezza. Non si può non citare il piccolo Nix, anch’esso realizzato con cura, con movimenti naturali e texture che rendono il suo pelo realistico. Tutti gli altri npc e i nemici da abbattere invece, hanno una realizzazione decisamente discutibile che si aggiunge alla pessima IA già citata in precedenza.
Su PS5, Star Wars Outlaws offre un’esperienza grafica estremamente fluida, con un frame rate stabile che rende i movimenti e le azioni del giocatore molto piacevoli. A seconda delle preferenze del giocatore, il gioco può essere giocato in modalità “prestazioni”, che offre 60 fps costanti a una risoluzione leggermente ridotta, oppure in modalità “qualità”, che punta a 30 fps mantenendo una risoluzione 4K nativa e una grafica più raffinata.
La colonna sonora, come ci si aspetterebbe da un prodotto Star Wars, è epica. Anche se non mancano i temi classici della saga, Outlaws introduce nuove composizioni che si adattano perfettamente all’atmosfera del gioco. Le musiche accompagnano le azioni del giocatore in maniera dinamica, rendendo ogni missione ancora più coinvolgente.
Concludendo…
Star Wars Outlaws rappresenta un’ottimo punto di partenza per creare una nuova scia videoludica all’interno del franchise videoludico di Star Wars. Il gioco riesce a offrire un’esperienza open world che mantiene intatto il fascino dell’universo creato da George Lucas, pur peccando gravemente in alcuni ambiti: un’IA disastrosa, dettagli facciali lasciati al caso ed varie pecche grafiche purtroppo rovinano non poco l’esperienza.
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