The Acolyte si preannuncia una serie diversa da qualsiasi altra storia di Star Wars. Leslye Headland infatti conferma una svolta rispetto all’idea centrale di George Lucas sulla Forza. Ambientata nell’era dell’Alta Repubblica, che verrà rappresentata in live action, The Acolyte cambierà il modo di percepire e comprendere le cose, particolar modo la Forza stessa. In un’intervista con la rivista Total Film, Headland ha dichiarato come lei adotti un approccio diverso nella definizione del campo energetico creato da tutte le cose viventi.
“Onestamente, il mio punto di vista è che non ci sia luce senza oscurità. Non c’è bene senza male. Quindi per me – e potrebbe essere solo una questione personale – la Forza riguarda l’equilibrio. Non è solo un superpotere alla Marvel. I sensibili alla Forza non usano la telecinesi perché sono persone speciali e potenti; è perché hanno raggiunto l’equilibrio. Come dice Yoda, “La Forza è il mio alleato”. Quindi l’idea di una separazione da essa era davvero interessante… Se sei squilibrato, la Forza non può proteggerti.“

Nelle trilogie originali e prequel, Lucas vedeva il lato oscuro della Forza come causa di squilibrio. La visione di Headland contraddice questa teoria, considerando che “Non c’è luce senza oscurità”. È un’interpretazione interessante ma non del tutto nuova, visto che Star Wars ha esaminato questo conflitto centrale per anni. Come mostrato nella trilogia sequel attraverso la connessione tra Rey Skywalker e Kylo Ren, il dominio è del lato chiaro quanto del lato scuro. Un altro esempio è Ahsoka, che ha raggiunto l’equilibrio sia nel lato luminoso che oscuro della Forza. L’interpretazione iniziale è però quella racchiusa nella profezia del prescelto dell’Ordine Jedi. Tuttavia già nella serie The Clone Wars l’introduzione degli dei di Mortis segnò uno spostamento nel pensiero di Lucas sull’argomento.
The Acolyte promette di ampliare la discussione sulla Forza, esplorando come gli utilizzatori del lato chiaro e oscuro possano convivere.













