I segnali di difficoltà per The Mandalorian and Grogu, per Disney e per l’intero futuro del franchise di Star Wars si moltiplicano settimana dopo settimana. Poco più di un decennio fa, Il Risveglio della Forza si affermava come il film con il maggior incasso della storia del box office domestico americano, inflazione esclusa. Pur presentando diverse debolezze narrative, quella pellicola tentava almeno di costruire una trama coerente per una nuova trilogia destinata alle generazioni future. Con l’arrivo di Gli Ultimi Jedi, divenne evidente che Lucasfilm, allora guidata da Kathleen Kennedy, non disponeva di un piano narrativo organico per la saga. Il film smontò gran parte di quanto costruito nel precedente, lasciò senza risposta molti nodi narrativi e trattò con scarsa considerazione i personaggi iconici della saga. Un caso emblematico dei problemi del cinema contemporaneo. Lo studio corse ai ripari richiamando J.J. Abrams per tentare di rimediare con L’Ascesa di Skywalker, pellicola ampiamente criticata per una trama inverosimile, dialoghi deboli e scelte narrative incomprensibili. Sette anni dopo, The Mandalorian and Grogu è arrivato nelle sale come primo film di Star Wars degli anni Venti.
Un esordio deludente, un crollo ancora più preoccupante
Gli incassi del weekend di apertura si sono attestati sul limite basso delle stime, intorno agli 81 milioni di dollari, con il totale del lungo weekend del Memorial Day ben al di sotto dei risultati di Solo, l’ultimo film non appartenente alla trilogia principale. Una partenza che già collocava Disney in una posizione finanziaria rischiosa. La speranza era che un forte passaparola potesse sostenere il film nelle settimane successive. I risultati del secondo weekend hanno però raccontato una storia opposta.
Secondo i dati di Box Office Mojo, The Mandalorian and Grogu è scivolato fino alla terza posizione al botteghino, registrando un crollo dei ricavi del 70%: dagli 81,7 milioni dell’opening weekend a soli 25 milioni nel fine settimana successivo. Un dato non privo di precedenti, ma di certo preoccupante.
A rendere il risultato ancora più significativo è la natura dei film che hanno superato The Mandalorian and Grogu. Backrooms, un film horror da 10 milioni di dollari diretto dal ventenne YouTuber Kane Parsons, ha incassato 81,4 milioni nel suo weekend di apertura — quasi quanto un film di Star Wars con un budget di 175 milioni, e senza il vantaggio del weekend festivo. Anche Obsession ha superato il film Disney, con un incasso stimato di 26,4 milioni di dollari. La regia è firmata da Curry Barker, 26 anni, diventato noto attraverso YouTube e TikTok. Il budget di produzione di Obsession, stimato intorno ai 750.000 dollari, ha reso possibile un incasso settimanale superiore a quello di un blockbuster da centinaia di milioni.
Le proiezioni finanziarie: una perdita concreta
Questi risultati consolidano lo scenario di una perdita significativa per Disney. I costi complessivi di produzione e marketing si attestano intorno ai 300 milioni di dollari e, anche considerando i crediti fiscali, il punto di pareggio si colloca intorno ai 500 milioni a livello globale. Con 137 milioni di dollari di incasso domestico e un calo del 70%, il traguardo appare irraggiungibile. Un ulteriore calo del 70% nel terzo weekend porterebbe il totale domestico ben al di sotto dei 200 milioni, con un risultato internazionale migliore ma comunque insufficiente. Lo scenario più probabile è che The Mandalorian and Grogu non raggiunga i 375 milioni di dollari a livello globale, consegnando a Disney una perdita superiore ai 100 milioni.
Questa vicenda offre insegnamenti chiari, a condizione che qualcuno voglia raccoglierli. Produrre contenuti privi di ispirazione, anche se legati a un marchio di grande tradizione, non basta più a garantire il successo commerciale. Anni di scelte discutibili — serie streaming deludenti e una trilogia conclusa in modo insoddisfacente — hanno eroso il capitale di fiducia accumulato dal franchise.
Le nuove generazioni di spettatori non nutrono lo stesso legame viscerale con Star Wars che caratterizzava il pubblico precedente, semplicemente perché i film che hanno avuto modo di vedere non sono stati all’altezza di quella eredità. Personaggi come Rey, Poe o Finn non hanno saputo conquistare l’affetto del pubblico allo stesso modo di Han Solo, della Principessa Leia, Luke Skywalker, Lando Calrissian e Chewbacca, che rimangono figure indelebili nella storia del cinema.
La vera sfida, per il futuro del franchise, sta nel ritorno alla qualità narrativa e alla costruzione di personaggi memorabili. Come dimostra questo weekend — in cui due film horror a bassissimo budget hanno surclassato un titolo Star Wars — il tempo per invertire la rotta potrebbe essere sempre più limitato.












