Phil Tippett chiude lo studio che porta il suo nome a Berkeley, in California, dopo quasi quarant’anni di attività, mettendo all’asta decine di cimeli legati a Star Wars e ad altri classici del cinema. L’animatore e supervisore agli effetti visivi, premio Oscar e figura leggendaria del settore, ha reso pubblica la notizia in coincidenza con una liquidazione durata tre giorni, dal 28 al 30 agosto, organizzata da Clarity Estate Liquidation presso la sede storica dello studio, in Grayson Street. «Sono in pensione da questo mestiere», ha dichiarato Tippett, oggi 74enne, spiegando che l’ultimo grande progetto a cui ha lavorato è stata la nuova serie The Twilight Zone.
Cosa c’è in vendita
Tra gli oggetti più ambiti dai collezionisti figurano tre modelli legati alla celebre sequenza degli scacchi olografici Dejarik nel primo film di Star Wars, un modello da collezione dell’AT-AT Imperiale firmato dallo stesso Tippett e realizzato per L’Impero colpisce ancora, e persino la testa di un wampa, la creatura che minaccia Luke Skywalker sul pianeta ghiacciato di Hoth. Completano l’asta miniature di Starship Troopers, oggetti di scena e schizzi del film in stop-motion Mad God, diretto dallo stesso Tippett nel 2021, poster autografati legati a Jurassic World e a The Mandalorian, oltre a attrezzature per la stop-motion, stampanti 3D, cineprese e documenti di produzione. Gli unici oggetti che Tippett ha scelto di non vendere sono i suoi due premi Oscar, vinti per gli effetti speciali di Star Wars: Episodio VI – Il ritorno dello Jedi e Jurassic Park, che considera i traguardi più significativi della propria carriera. «Ogni tanto mi viene un piccolo rimpianto, ma non ho più posto dove mettere le cose, e non mi piace tenere il materiale di lavoro in casa», ha raccontato l’animatore.
Una carriera che ha cambiato gli effetti speciali
La carriera di Tippett inizia alla Industrial Light & Magic, dove anima le creature della sequenza degli scacchi Dejarik per Guerre Stellari, prima di diventare responsabile del reparto animazione durante la produzione de L’Impero colpisce ancora. È proprio in quel periodo che sviluppa la tecnica del “go-motion”, un’evoluzione della stop-motion capace di integrare la sfocatura di movimento, utilizzata per dare vita agli AT-AT nel film. Nel 1984 Tippett fonda lo studio insieme alla moglie, la produttrice Jules Roman, avviando una collaborazione che porterà la loro firma su effetti visivi per pellicole come RoboCop, Willow, Howard the Duck, Dragonheart e naturalmente Jurassic Park, oltre al già citato Starship Troopers.
Il contesto della chiusura e il futuro
La chiusura dello studio di Berkeley arriva al termine di un percorso complicato: nel 2024 Tippett Studio aveva raggiunto un accordo per cedere una quota di maggioranza alla società indiana di effetti visivi PhantomFX, presentando poi domanda di protezione dal fallimento tramite il Chapter 11 nel maggio dello stesso anno. Un piano di riorganizzazione era stato confermato nell’aprile 2025, con PhantomFX che ha completato l’acquisizione nel luglio successivo: il marchio Tippett Studio continuerà quindi a esistere, pur senza più la sede storica californiana. Negli ultimi anni, il lavoro di Tippett aveva chiuso simbolicamente un cerchio proprio all’interno dell’universo di Star Wars: l’animatore aveva contribuito a The Mandalorian and Grogu, dando vita ai droidi giganti che sorvegliano il palazzo dei Gemelli nel terzo atto del film e riportando in scena, in forma gigante, i mostri ispirati proprio al gioco Dejarik, oltre ad aver lavorato sulla serie Disney+ Star Wars: Skeleton Crew. Nonostante la chiusura dello studio, Tippett ha assicurato di non avere intenzione di ritirarsi del tutto: «Morirò con la spada in mano. Abbiamo avuto quasi quarant’anni di carriera. È stata una bella corsa», ha dichiarato a CBS News.













