Dopo il finale della prima stagione di “The Acolyte”, emerge una domanda: il franchise di Star Wars abbandonerà definitivamente l’idea di George Lucas di uno Yoda in CGI, tornando ad usare un pupazzo? Quando Yoda fece il suo debutto in “L’Impero colpisce ancora”, Lucas e il suo team decisero che l’uso di un pupazzo fosse l’unico modo praticabile per dare vita al personaggio. Tuttavia, a partire da “L’attacco dei cloni”, Lucas optò per una versione in CGI di Yoda, ritenendola più adatta per le esigenze della trama.
Persino “La minaccia fantasma”, che utilizzava un pupazzo per Yoda, venne rimasterizzato con una versione in CGI per mantenere la coerenza visiva nella trilogia prequel. Questo passaggio rese ufficialmente Yoda un personaggio in CGI, ma il suo breve cameo in “Gli ultimi Jedi” vide il ritorno del pupazzo. Da allora, tutti i film e le serie TV di Star Wars hanno preferito usare un pupazzo per Yoda e la sua specie nelle versioni live-action. Quindi, dopo “The Acolyte”, è il momento di ammettere che il franchise ha abbandonato l’idea di Lucas?

George Lucas, pioniere degli effetti speciali innovativi, scelse di usare la CGI per Yoda nei prequel per garantire maggiore libertà di movimento. Rob Coleman, artista della CGI, spiegò che Lucas desiderava che Yoda si muovesse liberamente come i personaggi live-action, senza le limitazioni di un pupazzo. Questo era comprensibile, dato il maggiore tempo sullo schermo di Yoda nei prequel rispetto alla trilogia originale.
Lucas decise anche di far usare la spada laser a Yoda nei prequel, impresa che sarebbe stata ardua con un pupazzo. Nei duelli con il Conte Dooku e l’Imperatore Palpatine, Yoda eseguiva salti e acrobazie. Inoltre, il volto di Yoda poteva risultare molto più espressivo in CGI, dal sorriso malizioso alla contemplazione seria. Sebbene il lavoro di Frank Oz come burattinaio nella trilogia originale fosse eccellente, i benefici della CGI erano evidenti.
Il ritorno al pupazzo può essere attribuito a preferenze artistiche, nostalgia e praticità. Neal Scanlan, designer delle creature in “Gli ultimi Jedi”, riteneva che usare un pupazzo fosse la scelta più sensata, condividendo questo sentimento con Frank Oz. Scanlan affermò che desideravano che Yoda assomigliasse il più possibile alla sua versione in “L’Impero colpisce ancora”, rendendolo tangibile e reale. Anche Oz approvò questa scelta, poiché quello Yoda è la versione conosciuta da Luke Skywalker nella trilogia originale.

La reazione dei fan alla trilogia prequel, troppo focalizzata sulla CGI, portò molti a desiderare un ritorno all’estetica pratica degli originali. Usare un pupazzo per Yoda era anche la scelta più realistica per “Gli ultimi Jedi” e “The Acolyte”, dato il breve tempo sullo schermo. La CGI è costosa e richiede tempo per l’animazione, rendendola meno sensata per un personaggio secondario. Il team dietro “The Mandalorian” probabilmente capì questo con Grogu, specialmente quando il budget doveva essere distribuito su un’intera stagione.
Considerando le ultime apparizioni di Yoda come pupazzo e il futuro di Star Wars, principalmente sul piccolo schermo, è improbabile che il personaggio torni in CGI. La nostalgia per la trilogia originale e la praticità del pupazzo rendono la CGI meno fattibile, soprattutto per una serie TV. Yoda potrebbe avere un ruolo più ampio nella seconda stagione di “The Acolyte”, ma il suo cameo con le sembianze della trilogia originale renderebbe strano un passaggio alla CGI. Ovviamente, non è nulla di sicuro, anche Darth Plagueis appare in CGI nel finale di “The Acolyte”, quindi tutto è possibile.
Nei progetti futuri, la CGI potrebbe essere utilizzata per le scene d’azione, come avvenuto per Grogu in “The Mandalorian”. Il team degli effetti speciali potrebbe anche combinare il lavoro del pupazzo con la CGI, permettendo a uno Yoda più pratico per le riprese di apparire sul set, ma con espressioni facciali e movimenti delle labbra migliorati in post-produzione. Per ora, l’idea di George Lucas di un Yoda in CGI sembra abbandonata, ma i fan dovranno attendere la prossima apparizione live-action del personaggio per saperlo con certezza, sia essa nella seconda stagione di “The Acolyte” o in altri progetti.













