Un dibattito tra i fan di Star Wars è tornato al centro dell’attenzione dopo un recente tweet di William Shatner, celebre interprete della saga di Star Trek. Il tema riguarda Luke Skywalker e una domanda che molti spettatori avevano già rivolto a Mark Hamill nel 2016: Luke è gay? La risposta dell’attore, elogiata per il suo messaggio inclusivo, venne parzialmente citata da alcune testate, generando reazioni contrastanti. Oggi, la questione è tornata virale a causa di un titolo errato condiviso da Shatner, che ha riacceso le discussioni anche nei lati più tossici del fandom.
“I fan scrivono e pongono domande come: ‘Vengo bullizzato a scuola… ho paura di fare coming out.’ Mi chiedono: ‘Luke potrebbe essere gay?’ Io rispondo che deve essere interpretato dallo spettatore. Se pensi che Luke sia gay, certo che lo è. Non dovresti vergognartene. Giudica Luke dal suo carattere, non da chi ama.”
Con queste parole, pronunciate in un’intervista del 2016, Mark Hamill rispose a una delle domande più frequenti da parte dei fan. La dichiarazione venne accolta con entusiasmo per il suo carattere inclusivo e per la libertà interpretativa lasciata agli spettatori. Tuttavia, una parte del fandom reagì con ostilità, anche a causa della diffusione parziale delle sue parole da parte di importanti testate come Vanity Fair, che si limitarono a riportare l’estratto “Certo che lo è”.
For those SWs fans who are trying to tell me Disney ruined everything: I assume you are referring to Mara Jade?
— William Shatner (@WilliamShatner) February 13, 2025
Hamill actually ruined it for you when he revealed Luke was gay. 👇🏻 Mara, being struck from SWs Canon, was part of her annulment agreement from the Force. 😑 pic.twitter.com/lnQWpFRBN8
Il dibattito si è riacceso in seguito a un tweet di William Shatner, che ha condiviso proprio uno di quei titoli incompleti, rilanciando involontariamente le reazioni più tossiche della community. Questa volta, però, si è registrato un maggiore sforzo per riportare il contesto originario: il popolare canale Star Wars Theory ha analizzato l’intera citazione di Hamill, affermando infine: “Non credo che sia gay, né penso che sia importante.”
Anche Out Magazine, testata focalizzata sulle questioni LGBTQ+, ha recentemente ripreso l’intervista completa, evidenziando come i fan possano interpretare Luke come gay, ma anche come asessuale, poiché l’Ordine Jedi impone il celibato e Luke non mostra interesse sentimentale né per uomini né per donne, a eccezione del bacio impulsivo con la sorella Leia.

Il valore delle parole di Hamill sta nella loro apertura: ogni persona può rivedersi in Luke Skywalker. Uomini etero, uomini gay, donne, persone non binarie, bambini e adulti di ogni estrazione: tutti possono ritrovare se stessi in quel personaggio. Il fandom si espande proprio quando lascia spazio a interpretazioni diverse, tutte legittime, anche se non condivise da tutti.
Fin da piccoli, i fan proiettano la propria immaginazione sui personaggi: Luke Skywalker che combatte contro una Tartaruga Ninja sul ring della WWE con Batman come arbitro è solo l’inizio. Crescendo, questo slancio si traduce in fan fiction, fan film, disegni, crossover e nuove visioni dei propri eroi. A volte, questi universi immaginari diventano reali.
Anche attori e creatori trasferiscono se stessi nei personaggi. È il caso del compianto Kevin Conroy, amico e collega di Hamill, che trasformò la propria esperienza di uomo gay emarginato nella voce di un Batman tormentato e duale, un personaggio classicamente eterosessuale, ma reso più profondo grazie alla sofferenza personale dell’interprete.
Mark Hamill ha sempre affermato che i personaggi appartengono a tutti. Non sono di sua proprietà, né di altri. Luke Skywalker è di chiunque voglia trovarsi in lui.













