Una casa di produzione britannica specializzata in B-movie degli anni Settanta ha perso una causa legale da 250.000 sterline contro la Lucasfilm per la ricostruzione digitale di Peter Cushing in Rogue One: A Star Wars Story. Peter Cushing OBE, scomparso nel 1994 all’età di 81 anni dopo una lunga malattia, è diventato una vera icona del cinema britannico grazie ai numerosi ruoli nei film horror prodotti da Hammer Films tra gli anni Cinquanta e Settanta. Nel 1977 aveva inoltre interpretato il Grand Moff Tarkin nel primo Star Wars, nel ruolo dell’ufficiale imperiale responsabile della Morte Nera.
Il personaggio è stato ricreato digitalmente oltre vent’anni dopo la sua morte per Rogue One del 2016, film spin-off della saga che ha superato un miliardo di dollari di incassi a livello globale. Questa “resurrezione” tramite effetti speciali è però diventata oggetto di una complessa disputa giudiziaria.

A citare in giudizio Lucasfilm Ltd e Lunak Heavy Industries (UK) Ltd, entrambe controllate da Disney, è stata Tyburn Film Productions Ltd, società londinese rivale della Hammer, nota per la produzione di film horror a basso budget negli anni Settanta. Tyburn ha sostenuto di aver firmato nel 1993, un anno prima della morte dell’attore, un contratto con Peter Cushing che le avrebbe conferito il diritto, “senza limitazioni”, di concedere o negare il consenso all’uso della sua immagine riprodotta tramite tecniche di effetti speciali dopo la sua morte.
La società, i cui direttori sono l’esecutivo statunitense John Golder e il commercialista britannico Bernard Thomas, ha chiesto un risarcimento per “ingiusto arricchimento”, valutando il danno subito in oltre 250.000 sterline. Secondo Tyburn, Lucasfilm avrebbe dovuto ottenere due consensi distinti per la ricostruzione digitale di Cushing: uno dall’eredità dell’attore e uno dalla stessa Tyburn. Disney ha invece respinto la richiesta, sostenendo che i diritti sull’immagine utilizzata provenivano direttamente dal film del 1977, e non dal contratto stipulato negli anni Novanta.
Dopo quattro anni di contenzioso, la causa è stata definitivamente respinta. La decisione è arrivata per mano di Lady Carr, Lady Chief Justice d’Inghilterra e Galles, la più alta autorità giudiziaria britannica. Il tribunale ha ricordato che Tyburn aveva avviato l’azione legale nel 2021, dando origine a una lunga serie di udienze. In una prima fase, due giudici avevano ritenuto la questione troppo complessa per essere archiviata senza un processo completo.
Durante un’udienza del 2022, l’avvocato di Lucasfilm e Lunak, Jonathan Hill, ha spiegato che il contratto firmato da Cushing nel 1993 era relativo a una produzione televisiva mai realizzata, provvisoriamente intitolata Heritage of Horror. Il documento teneva conto delle gravi condizioni di salute dell’attore e prevedeva clausole specifiche nel caso in cui il progetto non fosse andato in porto.

Secondo Tyburn, proprio quella clausola le avrebbe conferito il diritto di veto sull’uso dell’immagine digitale dell’attore. Tuttavia, il tribunale ha rilevato che l’eredità di Peter Cushing aveva autorizzato Disney all’uso dell’immagine ricevendo 28.500 sterline nette, e che tale autorizzazione non interferiva con i diritti vantati da Tyburn.
L’avvocato Tom Moody-Stuart KC, per conto di Tyburn, ha dichiarato: «Ai miei clienti era stato riconosciuto un diritto contrattuale di priorità o di diniego sull’uso delle prestazioni di Peter Cushing riprodotte con mezzi tecnologici. O è stato tratto un beneficio diretto a nostre spese, oppure uno indiretto».
La difesa Disney ha ribadito che le immagini di riferimento utilizzate per Rogue One provenivano esclusivamente dalle registrazioni originali di Star Wars del 1977, per le quali Cushing aveva già concesso i diritti all’epoca. «I diritti relativi a quelle registrazioni sono pertanto di proprietà di Star Wars Productions», ha spiegato Hill, aggiungendo che, anche qualora vi fosse stato un arricchimento, non sarebbe comunque avvenuto a spese di Tyburn.
Nel suo verdetto, Lady Carr ha concordato con questa interpretazione, affermando che non esiste alcuna base giuridica per sostenere che qualcosa appartenente a Tyburn sia stato trasferito a Disney. Nel testo della sentenza, pronunciata insieme a Sir Colin Birss e Lord Justice Zacarol, si legge: «Anche assumendo che gli appellanti si siano arricchiti in modo ingiusto e senza difese disponibili, resta da stabilire se tale arricchimento sia avvenuto a spese di Tyburn. Ovunque si tracci il confine, la pretesa di Tyburn si colloca chiaramente dalla parte sbagliata».
La Corte ha quindi accolto l’appello di Lucasfilm, ordinando la cancellazione definitiva della causa.













