Star Wars: Fate of the Old Republic introduce i giocatori in un’epoca in trasformazione, quando la galassia si trova sull’orlo della rinascita alla fine della Vecchia Repubblica. Il nuovo gioco di ruolo d’azione, narrativo e single-player, è stato annunciato sul palco dei Game Awards da Arcanaut Studios, in collaborazione con Lucasfilm Games, insieme al primo trailer ufficiale. Il titolo sancisce anche il debutto del nuovo studio fondato da Casey Hudson, già direttore di Star Wars: Knights of the Old Republic e della trilogia di Mass Effect.
Il gioco promette un’esperienza che fonde narrazione innovativa, personaggi memorabili e combattimenti intensi, con un sistema di scelte pensato per far evolvere il percorso del giocatore verso la luce o verso l’oscurità. In un’intervista esclusiva concessa a StarWars.com, Hudson e Douglas Reilly, VP e GM di Lucasfilm Games, hanno discusso dell’eredità di KOTOR e anticipato ciò che questa nuova collaborazione offrirà ai fan.
Hudson ha ricordato l’origine del progetto che lo ha reso celebre: “Quando abbiamo sviluppato il KOTOR originale, volevamo creare un’esperienza Star Wars definitiva — un’avventura che contenesse tutto ciò che sognavamo di fare come fan di Star Wars”. A venticinque anni dall’inizio dello sviluppo di quel titolo, l’ambizione rimane immutata. “Fate of the Old Republic rappresenta un’opportunità per esplorare una visione contemporanea di un’esperienza Star Wars definitiva, utilizzando tecnologie all’avanguardia, nuovo game design e una storia inedita pensata per valorizzare l’agenzia del giocatore e l’immersione nella galassia, elementi che erano il cuore di KOTOR”.

Reilly ha chiarito che il nuovo gioco non è un seguito diretto, ma nasce dalle mani di chi quell’eredità l’ha costruita. “Pur non essendo un sequel o una continuazione, è realizzato da persone che hanno contribuito a creare quel percorso”. Con vent’anni di esperienza in Lucasfilm Games, Reilly ha sottolineato quanto queste storie significhino per i fan. “Questo nuovo progetto serve a onorare quella tradizione, creando qualcosa nello stesso spirito: un gioco di ruolo cinematografico, profondo e guidato dalle scelte. Ritrovare Casey è stato un grande onore, e stiamo riversando tutta la nostra passione nella creazione del prossimo grande capitolo”.
Creatività condivisa e una visione comune
Hudson, che ha diretto KOTOR nel 2003, desiderava tornare nella galassia di Star Wars con una nuova interpretazione di quel modello. “Star Wars è stata una presenza costante nella mia vita, fin da quando vidi il primo film nel 1977 e lungo tutta la mia carriera, dove è sempre stata fonte d’ispirazione”. Lavorare nell’universo di Star Wars è stato per lui un’esperienza definente. “KOTOR è stato uno dei momenti più importanti della mia carriera”.

Nel corso di oltre vent’anni, Hudson ha mantenuto i contatti con Lucasfilm, nella speranza di trovare le condizioni giuste per collaborare di nuovo. La nascita di Arcanaut Studios ha rappresentato l’occasione per riallineare ogni elemento. “L’obiettivo del nostro studio è creare i giochi che amo realizzare: avventure cinematografiche e potenti dal punto di vista emotivo, basate sull’agenzia del giocatore, sulla profondità narrativa e sulla costruzione immersiva del mondo”. Il dialogo tra lo studio e Lucasfilm Games ha portato alla nuova chance di lavorare sull’universo di Star Wars: “È incredibile poter tornare su un progetto così speciale”.
Il titolo è ancora nelle prime fasi di sviluppo, ma può contare su un team con decenni di esperienza condivisa. Hudson ha evidenziato l’importanza della chiarezza creativa: “Ho sempre cercato di guidare progetti molto focalizzati, con chiarezza creativa e un piano di produzione ben organizzato. Questo è ciò che permette di raggiungere aspettative elevate, soprattutto in prodotti complessi e ambiziosi”. Per Hudson, costruire e mantenere quella visione comune è un processo continuo. “Le grandi idee arrivano da ogni parte del team, e il mio compito è raccoglierle e dar loro forma in una visione unitaria, che tutti possano capire e realizzare”.
La nuova produzione punta a valorizzare quelli che Hudson definisce “i pilastri fondamentali del franchise: narrazione innovativa, personaggi memorabili, gameplay impegnativo e un’immersione autentica nella galassia di Star Wars”.
“Infinite storie da raccontare”
Lucasfilm Games ha scelto di ambientare l’avventura nel passato remoto della galassia, un territorio narrativo ricco di potenzialità. “Il passato di Star Wars è una tela aperta in cui i creatori possono muoversi senza dover gestire punti fissi stabiliti da altri media”, spiega Reilly. “Ambientare il gioco nel passato ci dà spazio per raccontare storie completamente nuove, restando fedeli allo spirito dell’universo che amiamo. Ci sono davvero infinite storie da raccontare”.

Il ritorno di Hudson ha suscitato entusiasmo per la profondità della sua esperienza nel raccontare storie di Star Wars e nel creare RPG complessi e guidati dalle scelte. “Sappiamo quanto i fan desiderino tornare a vivere questa fantasia narrativo-ludica. Creare un nuovo RPG all’altezza di quelle aspettative richiede estrema attenzione. L’esperienza di Casey nel costruire storie profonde e mondi immersivi non ha rivali”.
Hudson ha ricordato ciò che ha significato vedere l’impatto di KOTOR sul pubblico: “È incredibile pensare di aver fatto parte di qualcosa che ha lasciato un segno così duraturo. All’epoca ci concentravamo solo sul fare il miglior gioco possibile, senza immaginare che avrebbe avuto quella risonanza”.
Pur non divulgando dettagli sulla trama, Hudson conferma che Fate of the Old Republic introdurrà una storia completamente nuova e personaggi inediti. “Siamo ancora nelle prime fasi, con molte sfide davanti. Sono grato per il supporto ricevuto dai fan di KOTOR e non vedo l’ora di condividere di più appena sarà possibile”.













