Tony Gilroy ha parlato del suo iniziale piano, comprendente cinque stagioni, per la serie TV Andor, di cui è ideatore e showrunner. Purtroppo, il progetto si chiuderà con la seconda stagione. Quando Gilroy contattò la Disney, aveva pensato a cinque stagioni da 12 episodi ciascuna. L’ultima si sarebbe, poi, collegata direttamente con Rogue One: A Star Wars Story.
Il progetto avrebbe dovuto coprire gli ultimi cinque anni della vita di Cassian Andor, dal 5BBY al 1BBY. La serie esplora comunque gli avvenimenti di quegli anni, ma Tony Gilroy e Diego Luna hanno deciso di affrontare la premessa in modo diverso. In un’intervista del 2024, Gilroy aveva confessato di essersi sentito quasi intrappolato dalla sua idea originale, durante la produzione della prima stagione.
Dopo essersi reso conto di quanto arduo fosse il compito che si era prefissato, si era rivolto a Luna e, insieme a lui, aveva elaborato un nuovo piano: due stagioni, piuttosto che cinque.

“Gilroy si rese conto di non avere un modo realistico per riuscirci. ‘Oh mio Dio, dovremo inventarci altre 12 ore di storia?’, pensava, quando doveva iniziare a lavorare alla seconda stagione. ‘Ero già nel panico. Avevamo già detto che avremmo fatto cinque anni [di timeline], quello era il concetto. Come si fa a uscirne?“.
La seconda (e ultima) stagione di Andor copre gli ultimi quattro anni della vita di Cassian. Ogni blocco da tre episodi fa un salto in avanti di un anno, concentrandosi su alcuni momenti chiave e su eventi di grande importanza per la Ribellione, come il massacro di Ghorman. In un’intervista tenutasi durante la scorsa Star Wars Celebration, Gilroy ha illustrato i motivi che lo hanno spinto ad aver modificato il piano iniziale.
“Penso di aver dato davvero tanto, e credo sia ora di dedicarmi a qualcos’altro. Sto cercando di girare un film. Voglio dire, sono passati cinque anni e mezzo, sei. E poi se includi Rogue One, si arriva a dieci. Nei miei cinque anni, ho lasciato le cose in condizioni migliori rispetto a quelle che ho trovato. E ne sono soddisfatto. E ora, vorrei lasciarle così“.
Il discorso riguarda anche l’aspetto pratico di curare una serie come Andor. Si tratta, infatti, della serie di Star Wars più costosa mai prodotta. Con una struttura a due stagioni, può andare in onda alle sue condizioni. Gilroy ha, perciò, mantenuto la sua promessa iniziale, settandola su una scala più intima.

Questo, tuttavia, non esclude che gli attori coinvolti abbiano espresso interesse per potenziali spin-off di Andor. Adria Arjona (Bix Caleen) ha parlato della possibilità di un progetto futuro. L’attrice ama sinceramente il suo personaggio e ci sono ancora molti elementi, della sua storia, avvolti nel mistero.
“Sento che un grande spin-off potrebbe arrivare in futuro, nella mia carriera. Sto cercando di darmi sicurezza lavorativa, di diversificare i progetti cui prendere parte. Ma mi sono fatta un tatuaggio, in onore di Bix. Me l’ha fatto il mio truccatore nella mia roulotte“.
Anche Diego Luna si è detto soddisfatto del lavoro in Andor, ma ha anche dichiarato che sapere che sarebbe durata solo due stagioni era “molto importante per la [sua] salute mentale“. Sebbene Andor possa non assomigliare a nessun altro progetto di Star Wars prodotto in precedenza, fa comunque parte della galassia lontana lontana.
Ciò implica il fatto che ci siano molti modi (romanzi, fumetti, …), per Lucasfilm, di rispettarne l’eredità, senza la pressione di creare una nuova serie TV. La struttura strettamente intrecciata della seconda stagione lascia ampio spazio per esplorare di più le vicende di Cassian, Bix, Mon Mothma, Wilmon, Luthen e Kleya.













