In una recente intervista per StarWars.com Manny Jacinto, attore di “The Acolyte”, racconta come la preparazione per il ruolo di “The Stranger” abbia influenzato profondamente la sua vita quotidiana. Durante la produzione a Windsor, a circa 40 minuti da Londra, ha vissuto in isolamento per immergersi completamente nel personaggio di Qimir, un contrabbandiere e produttore di pozioni. Jacinto si è ispirato a Johnny Depp nel ruolo di Jack Sparrow e a Toshiro Mifune nel ruolo di Kikushiyo per creare il suo personaggio, mescolando elementi di eccentricità e forza.

Per perfezionare il ruolo, Jacinto praticava i movimenti di Qimir anche al supermercato, camminando e parlando con la cassiera come il suo personaggio. Ha trovato ulteriore ispirazione in Jackie Chan, studiando come bilanciare caos e calma nei suoi personaggi. “L’isolamento è stato sia un vantaggio che uno svantaggio,” racconta Jacinto, “ma è stato molto utile per modellare entrambi i personaggi.”
Jacinto ha discusso la complessità del suo ruolo con la creatrice Leslye Headland, apprezzando la sfida di trasformare un personaggio di basso rango in un guerriero. “Quello che mi ha attirato di ‘The Acolyte’, e del personaggio di Qimir, è stata la grande sfida che rappresentava. Mi piace costruire personaggi che non abbiamo mai visto prima.”
Il team di stunt ha addestrato Jacinto nelle tecniche di combattimento, cercando di rendere i movimenti del suo personaggio unici nel panorama di Star Wars. “Volevamo che si muovesse in modo molto diverso da quanto visto nei prequel e nella trilogia originale.” spiega Jacinto. La costumista Jennifer Bryan ha creato un costume che aggiunge mistero al personaggio, ispirandosi ai movimenti dell’acqua. Per la maschera invece sono state usate tre varianti per le diverse sequenze. “Esteticamente é bella” ammatte Jacinto “ma é la peggiore in termini di utilitá. Non puoi respirarci dentro”. Per affrontare queste limitazioni Jacinto si è allenato fin da subito indossando delle maschere di stoffa o di carta, cosi da abituare il suo corpo allo sforzo.

Leslye Headland ha voluto un approccio quasi horror per il personaggio, enfatizzando l’elemento inquietante. “Abbiamo parlato molto del concetto di inquietante, come quando guardi un film horror.” racconta Jacinto. Fin dalla sua prima apparizione, quando scende a terra lentamente fuori fuoco, é stato utilizzato questo approccio.
Il personaggio di “The Stranger” affascina la showrunner per il desiderio di libertà, ma anche per il suo modo di sentirsi incompreso. “Quando dice ‘i Jedi dicono che non posso esistere’, c’è qualcosa della mia esperienza personale che mi ha fatta sentire così “ dice Headland. Il passato del personaggio potrebbe risuonare familiare per chiunque si sia mai sentito fuori posto.
Jacinto esplora inoltre come ci si può lasciare sedurre dal lato oscuro, mostrando empatia e vulnerabilità, un aspetto raramente visto nei Sith che già conosciamo.
Ora, Jacinto si sta adattando alla fama nel mondo di Star Wars e riflette sul suo ritorno alla normalità dopo un lungo periodo di immersione nel personaggio. “È bellissimo quando le persone apprezzano il lavoro che abbiamo fatto. Ma è strano tornare alla vita normale dopo essersi sentito come un’entità oscura, un contrabbandiere o una specie di Sith,” scherza Jacinto. “Penso di esserne uscito. Forse. Vedremo. Datemi ancora un po’ di tempo.”
Recensioni di Star Wars: The Acolyte
1×01 | 1×02 | 1×03 | 1×04 | 1×05 | 1×06 | 1×07 | 1×08
Recensione della stagione 1














