Star Wars è conosciuto non solo per l’universo e la sua mitologia, ma anche per aver creato sistemi di datazione, sistemi di linguaggi e decine di alfabeti unici. Ma in pochi sanno che l’alfabeto latino – Quello con cui siamo abituati a scrivere e leggere – è presente, ed utilizzato in maniera molto meno frequente in Star Wars. In tanti affermano che l’alfabeto latino non esiste nella galassia lontana lontana, ma non è così. Infatti, nella galassia di Star Wars, quello che noi conosciamo come “Alfabeto Latino” è chiamato “Alto Galattico” e analizzeremo le sue origini nei film ed il suo uso nelle altre opere multimediali di Star Wars.
Un piccolo ripasso dell’alfabeto Aurebesh
Come abbiamo notato in ogni prodotto di Star Wars, l’alfabeto più utilizzato nell’universo è l’Aurebesh. Questo sistema di lettere corrisponde a quello latino ma con una pronuncia diversa dei singoli caratteri. L’Aurebesh, il sistema di scrittura più comunemente utilizzato nella galassia, serve a rappresentare graficamente il Basic Galattico, la lingua franca dell’universo di Star Wars che canonicamente corrisponde all’Inglese.
L’Alto Galattico corrisponde all’alfabeto latino
In diversi prodotti di Star Wars vengono pronunciate frasi contenenti lettere latine, tipo “Alettoni a S pronti” o “Chiamate i caccia Ala-X” o ancora “Passiamo al piano B”. Queste frasi danno già un’idea del fatto che le lettere latine sono conosciute nella galassia di Star Wars e non sono inserite negli script solo per farci capire meglio di cosa si sta parlando. Una grandissima menzione all’alfabeto latino che è sempre stata davanti ai nostri occhi, è il semplice nome dei droidi.
Gli esempi più famosi sono R2-D2 e C-3PO. I droidi sono chiamati secondo l’alfabeto Alto Galattico, quindi il latino, e non con l’Aurebesh. In lingua originale i due droidi sono chiamati “Artoo-Detoo” (Erredue-Didue) e “See-Threepio” (Ci-Trepiò) invece di “Reshtoo-Dorntoo” (Reshdue-Dorndue) e “Cresh-ThreePethOsk” (Cresh-Trepethosk).

Quindi, l’alfabeto latino è sempre stato sotto il nostro naso quando abbiamo assistito agli eventi più importanti di Star Wars. E’ utilizzato per dare il nome ai caccia stellari dell’Alleanza Ribelle (Ala-X, Ala-Y, Ala-A) perché le loro forme non corrispondono alle lettere dell’alfabeto Aurebesh. L’alfabeto Aurebesh è stato utilizzato però per indicare il nome di una classe di navi stellari come il caccia tattico di Classe-Aurek. Nell’universo di Star Wars esiste anche l’alfabeto Tionese, che non è altro un nome alternativo per indicare l’alfabeto greco. Infatti, le navette dell’Impero sono di Classe-Lambda, quelle della Repubblica di Classe-Theta.
Altro semplice esempio sono i nomi dei camminatori e delle cannoniere (AT-AT, AT-ST, AAT, LAAT) o i nomi dei cloni, che contengono lettere latine e numeri (CT-7567).
Le lettere latine in Star Wars
La prima volta che abbiamo visto scritte in alfabeto latino è stato in Star Wars: Una Nuova Speranza del 1977. Nel film sono comparse spesso parole scritte con l’alfabeto del mondo reale. Nonostante siano state sostituite dall’alfabeto Aurebesh con la riedizione in DVD del 2004, molte parole scritte in alfabeto latino sono comparse in diversi prodotti dell’Universo Espanso.
Mentre non era comune come l’Aurebesh, questo alfabeto era frequentemente usato nelle firme e dai nobili, ed era spesso associato allo snobismo. Era più comunemente utilizzato per scrivere il Galattico Standard (la versione scritta della lingua Basic Galattica). Le lettere in Alto Galattico si presentavano in due forme: stampata, in cui tutte le lettere erano glifi separati; e una forma manoscritta, corsiva, in cui i tratti dei caratteri successivi erano uniti e gli angoli arrotondati. Sebbene l’alfabeto Alto Galattico normalmente distinguesse tra le lettere maiuscole più grandi e quelle minuscole più piccole, molti loghi erano scritti interamente in maiuscolo.

Un articolo del 2010 sul sito ufficiale di Star Wars, scritto da John Hazlett, ha fatto chiarezza su questo sistema di scrittura. L’articolo, dal titolo “The written word” non è altro che una narrazione storica dei sistemi di scrittura di Star Wars ed è proprio qui che l’alfabeto latino del nostro mondo viene identificato per la prima volta come “Alto Galattico”. Altri esempi di Alto Galattico si possono notare nei libri “Il Cammino Jedi” e “Il Codice Sith”, nella quale i diversi appunti dei protagonisti sono scritti a mano con lettere latine.
Con l’introduzione del canone, si è dovuta cercare una soluzione alla comparsa di lettere latine in due episodi di The Clone Wars, precisamente nel 1×12 e nel 2×15. Nel primo episodio, sul display di un caccia pirata compare la frase “Whatever 123467-RR”. Nel secondo episodio invece, compare una bottiglia di vino sulla cui etichetta c’è scritto “Domaine de la Maison sur le Lac: Produce of Naboo”.


Si è deciso di rendere canoniche le lettere latine, introducendo di nuovo l’alfabeto “Alto Galattico” nel romanzo L’erede dei Jedi scritto da Kevin Hearne.
La lasciammo ordinandole di non aprire a nessuno, a meno che
L’erede dei Jedi – Capitolo 16 – Kevin Hearne – 2015 – Multiplayer Edizioni
non usassero una frase come parola d’ordine.
[…]
“Eccellente”, disse Drusil con un sussurro. “Bussate come volete e poi
dite: (p + l)(a + n) = pa + pn + la + ln”. Aprì un po’ di più la bocca questa
volta, speranzosa, ma non sapevo perché.
“D’accordo, è un po’ lunga per essere una parola d’ordine, ma andrà
bene”.
[…]
Una volta nel corridoio, Nakari sbuffò. “L’ho capita adesso. È una
semplice operazione algebrica. Devi immaginartela scritta in Alto Galattico,
invece di ascoltarla. Probabilmente Drusil ci vede come irrimediabilmente
lenti”
Nello stesso periodo è uscito il primo numero dello Star Wars Annual della Marvel. L’albo a fumetti, in una delle sue storie, mostrava degli holofeed scritti con lettere latine che però ricordavano l’Aurebesh. L’editor di Marvel Comics, Jordan D. White, ha ammesso che quei caratteri erano stati inseriti per errore, ha affermato poi di considerare quei caratteri come Alto Galattico.

Il latino ha influenzato Star Wars
Nonostante sia influenzato da diverse culture e lingue, Star Wars ha diversi nomi che provengono o sono ispirati dalla lingua latina. Umbara è un pianeta nella quale si è consumata una delle più oscure battaglie delle Guerre dei Cloni. Il suo nome potrebbe essere ispirato dalla parola latina “Umbra”, che significa “ombra” oppure “oscurità notturna”. Restando sempre nel tema delle guerre dei cloni, gli Star Destroyer più comuni della Marina della Repubblica sono quelli di Classe Venator. “Venator” è la parola latina che indica un cacciatore. Andando indietro nell’Alta Repubblica, un noto nemico della Repubblica era il gruppo anarchico dei Nihil. La parola “Nihil” in latino sta a significare il nulla. La parola Nihil ha probabilmente ispirato anche il nome di uno dei Sith più famosi dell’Universo Espanso, Darth Nihilus.
L’Alto Galattico, sebbene meno presente rispetto all’Aurebesh, arricchisce notevolmente la complessità linguistica dell’universo di Star Wars. La sua coesistenza con l’Aurebesh e l’alfabeto Tionese dimostra come George Lucas e i successivi autori abbiano voluto creare un universo coerente e dettagliato, dove ogni elemento, dalla tecnologia ai linguaggi, contribuisce a definire l’identità di una galassia lontana lontana. L’Alto Galattico, in particolare, aggiunge un tocco di classicismo e sofisticazione, riflettendo la varietà culturale e storica presente nella saga.






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