Kelly Marie Tran, co-protagonista di Star Wars: Episodio VIII – Gli ultimi Jedi, ha raccontato perché nel giugno scorso ha cancellato tutti i suoi post su Instagram dopo mesi di molestie online da parte di troll. “Non erano solo le loro parole, è che ho iniziato a crederci” ha scritto Tran in un saggio pubblicato martedì sul New York Times. L’attrice ha ricordato la “spirale di auto-odio” che ha vissuto crescendo negli Stati Uniti come vietnamita-americana.
Prima donna non bianca a ricoprire un ruolo di primo piano in un film della saga, Kelly Marie Tran ha spiegato che le molestie razziste hanno colpito in profondità. “Le loro parole confermavano ciò che avevo già imparato: che il mio posto era ai margini, valida solo come personaggio secondario nelle loro vite e storie.”

Nata in America da genitori rifugiati dal Vietnam, Tran ha spiegato come i messaggi razzisti sui social abbiano riportato alla luce una narrativa che l’ha segnata fin da piccola: “Ero diversa, non appartenevo, non andavo bene, solo perché non ero come loro.”
“Quella sensazione, l’ho capito solo dopo, si chiama vergogna. Vergogna per ciò che mi rende unica, vergogna per le mie origini,” ha scritto. Nel film Gli ultimi Jedi, Tran ha interpretato Rose Tico, una meccanica della Resistenza. I troll avevano già preso di mira il personaggio su Wookieepedia, l’enciclopedia online di Star Wars. Infatti, avevano modificato la sua pagina, chiamandola “Ching Chong Wing Tong” e scrivendo insulti come “stupida, autistica e ritardata”.
Nel suo saggio, Tran ha raccontato anche il disagio vissuto crescendo. Ha provato spesso a conformarsi alla cultura americana dominante. “Per quanto mi dispiaccia dirlo, ho iniziato a colpevolizzarmi. Pensavo: ‘Magari se fossi più magra’, ‘Se avessi i capelli lunghi’, o peggio ancora: ‘Se non fossi asiatica’”. Ha spiegato poi: “Ho creduto che il mio valore dipendesse dall’approvazione altrui,”.
Ora Tran vuole scegliere ruoli diversi, più rappresentativi. “Voglio crescere in un mondo dove i bambini di colore non passino l’adolescenza desiderando di essere bianchi,” ha scritto. “Voglio un mondo dove nessuna donna venga giudicata per il suo aspetto, le sue azioni o il semplice fatto di esistere.”













