The Mandalorian and Grogu non ha performato come sperato da Lucasfilm e Disney, e diversi fattori aiutano a spiegare perché The Mandalorian and Grogu ha deluso al botteghino, cambiando la percezione sul futuro del franchise al cinema. Come continuazione cinematografica della serie di punta di Disney+, il ritorno sul grande schermo di Din Djarin e Grogu doveva rappresentare una vittoria quasi scontata per il franchise, dopo sette anni di assenza dalle sale.
Il film ha invece chiuso la propria corsa a 345 milioni di dollari a livello globale, il risultato più basso mai registrato da un film live-action di Star Wars, sotto i 392 milioni di Solo: A Star Wars Story. Dopo che quattro degli ultimi cinque film Disney della saga avevano superato il miliardo di dollari, ci si aspettava che il film di Jon Favreau si avvicinasse a quelle cifre, complice la popolarità della serie: il risultato ottenuto, poco più di un terzo di quella soglia, ha etichettato il film come un flop.

Non si è venduto come un’esperienza da cinema
Il problema più evidente riguarda la percezione del pubblico: molti spettatori non si sono convinti che le nuove avventure di Din e Grogu meritassero una visione al cinema. La serie aveva abituato i fan a seguire questi personaggi in streaming, con missioni pensate per lo schermo di casa, e pur con una scala leggermente più ampia il film non è riuscito a distinguersi a sufficienza da quell’esperienza. Il marketing di Disney e Lucasfilm è stato spesso giudicato poco efficace proprio per questo motivo, con diverse critiche rivolte al fatto che il film sembrasse identico agli episodi della serie: un vantaggio per i fan più affezionati, ma un limite per convincere il pubblico che si trattasse di un’avventura da vivere necessariamente in sala. Non è un problema isolato per Disney, che ha già riscontrato difficoltà simili con altri film pensati come continuazione di show Disney+, come The Marvels, Captain America: Brave New World e Thunderbolts.
Al di là dei problemi legati al collegamento con Disney+, le difficoltà del film riflettono anche il calo di appeal del marchio Star Wars nel corso degli anni. La trilogia sequel è diventata progressivamente più controversa, con le storie di Rey Skywalker e Kylo Ren che hanno cambiato direzione a seconda degli autori coinvolti, un fattore che non ha impedito il successo al botteghino dei singoli film, grazie anche alla presenza di Luke Skywalker e altre icone della saga, ma che ha comunque generato divisioni all’interno del fandom. Lucasfilm e Disney si sono poi spostate con decisione verso Disney+, abituando i fan a seguire nuove storie principalmente in streaming: alcuni progetti, come le prime stagioni di The Mandalorian o Andor, hanno riscosso grande successo, mentre altri, come The Acolyte o The Book of Boba Fett, hanno diviso ulteriormente il pubblico, mettendo il franchise in una posizione delicata proprio alla vigilia dell’uscita di The Mandalorian and Grogu.
Realizzare un film su Din e Grogu ha senso considerando la popolarità della serie in streaming, ma è altrettanto innegabile che il progetto sia arrivato tardi. L’interesse per lo show aveva raggiunto il proprio picco nel 2020, con l’uscita della seconda stagione, e un eventuale film annunciato e distribuito in quel periodo avrebbe probabilmente ottenuto risultati molto diversi. La terza stagione ha invece richiesto diversi anni di lavorazione, complice la scelta di Favreau di realizzare prima The Book of Boba Fett, uno spin-off accolto piuttosto freddamente dagli spettatori, che ha indebolito la reputazione dell’intero “MandoVerse” agli occhi dei fan e ridotto l’interesse per la terza stagione della serie principale.

Non è un disastro come sembra
Nonostante i numeri deludenti, il film non rappresenta un vero disastro finanziario. Il budget di 165 milioni di dollari è il più basso mai speso per un film live-action di Star Wars, una cifra paragonabile al costo di una singola stagione della serie, compreso tra 100 e 120 milioni di dollari. Applicando la regola tradizionale che richiede un incasso pari a 2,5 volte il budget per andare in pareggio, il punto di equilibrio si sarebbe collocato attorno ai 412,5 milioni di dollari: una soglia non raggiunta, ma comunque meno lontana rispetto a quanto sarebbe accaduto con un budget più alto, in linea con la media di oltre 260 milioni spesa da Disney per gli altri film della saga.
Si può inoltre considerare il film come una versione ampliata dei piani originali per la quarta stagione della serie, poi trasformati in un lungometraggio: in un certo senso, Disney ha comunque incassato 345 milioni di dollari in più semplicemente cambiando il formato di distribuzione. A questo si aggiungono i ricavi da merchandising, vendite digitali e home video, oltre a un possibile aumento degli abbonamenti Disney+ legato all’arrivo del film in streaming, fattori che potrebbero rendere il progetto più redditizio di quanto i soli dati del botteghino lascino intendere.
Il vero banco di prova arriva il prossimo anno
Concentrarsi esclusivamente sui risultati di The Mandalorian and Grogu per prevedere il futuro cinematografico di Star Wars sarebbe prematuro. Il vero test per il franchise arriverà con Star Wars: Starfighter, in uscita nel maggio 2027 con Ryan Gosling protagonista: un’avventura completamente nuova con personaggi inediti, che non richiede alcuna conoscenza pregressa da parte del pubblico e promette un tono leggermente più adulto pur restando adatta a tutta la famiglia. Se anche Starfighter dovesse fallire al botteghino, sarebbe legittimo iniziare a preoccuparsi seriamente per il futuro della saga al cinema, ma al momento le prime reazioni al materiale promozionale mostrato finora sono state molto positive.













