Disney ha ammesso ufficialmente il flop di Mandalorian and Grogu al botteghino. Lo ha fatto il CEO Josh D’Amaro, succeduto a Bob Iger all’inizio del 2026, durante la earnings call trimestrale del 5 agosto con gli investitori. Insieme al film di Star Wars, D’Amaro ha citato anche il remake live-action di Oceania tra le delusioni della stagione estiva, pur cercando di ridimensionare la portata del problema davanti agli analisti.
Una lettera agli azionisti, citata da Hollywood Reporter, ha chiarito il punto centrale della vicenda: «Se i giudizi del pubblico per Mandalorian and Grogu e per Oceania sono stati entrambi solidi, entrambi i film hanno comunque deluso le nostre aspettative al botteghino». Non si è trattato quindi di un problema di qualità percepita dagli spettatori, ma di un risultato commerciale sotto le attese.

Le parole di D’Amaro
«Anche quando i nostri film non raggiungono le aspettative al botteghino, come nel caso di Mandalorian and Grogu e del live-action di Oceania, gli investimenti su queste proprietà alimentano altre parti della nostra azienda», ha dichiarato D’Amaro agli investitori. Il manager ha citato nello specifico la crescita delle vendite di merchandise legate a Star Wars, l’aumento delle visite all’attrazione rinnovata del Millennium Falcon nei parchi Disneyland e Walt Disney World, e un forte coinvolgimento nel settore videoludico legato al franchise.
Su Oceania, D’Amaro ha invece puntato tutto sulla futura vita in streaming del film, ricordando come la pellicola animata originale resti tra i titoli più visti di sempre su Disney+. Resta però un’incognita, sollevata dallo stesso Hollywood Reporter: non è chiaro se questi ricavi aggiuntivi riescano davvero a coprire la perdita subita al cinema da entrambi i film.
I numeri di The Mandalorian and Grogu
Il film ha debuttato nel weekend del Memorial Day, incassando 81 milioni di dollari negli Stati Uniti, un avvio deludente per uno standard Star Wars. La corsa nelle sale si è chiusa a quota 345 milioni di dollari a livello globale, a fronte di un budget di 165 milioni, un risultato che lo rende il film di Star Wars con l’incasso più basso di sempre, ben lontano dal miliardo di dollari incassato da Star Wars: Il risveglio della Forza e Star Wars: Gli ultimi Jedi.
Le recensioni della critica non sono state disastrose, fermandosi al 60% su Rotten Tomatoes, un giudizio nella media. Diversi osservatori, tra cui SlashFilm, sottolineano che il vero problema non sia stato il film in sé, quanto piuttosto la campagna promozionale: sia il primo teaser sia lo spot trasmesso durante il Super Bowl non sarebbero riusciti a generare l’entusiasmo sperato. Va comunque detto che il flop di Mandalorian and Grogu resta di dimensioni molto più contenute rispetto al vero disastro commerciale di Solo: A Star Wars Story nel 2018.

Il flop di Oceania
Anche il remake live-action di Oceania, con Dwayne Johnson di nuovo nei panni di Maui, ha deluso al botteghino. Il film è uscito lo scorso mese, incassando circa 262 milioni di dollari nel mondo, a fronte di un budget di produzione stimato intorno ai 250 milioni di dollari. Secondo Variety, la pellicola rischia di far perdere a Disney fino a 100 milioni di dollari considerando le sole sale cinematografiche, un rosso più marcato rispetto a quello di Mandalorian and Grogu.
Il contesto più ampio della stagione estiva
Il CFO di Disney, Hugh Johnston, ha inquadrato la vicenda in un discorso più ampio sulla strategia aziendale, definendo il settore cinematografico «un gioco di portafoglio». Ha aggiunto che il risultato di un singolo film in sala rappresenta solo un dato isolato, mentre il vero valore della proprietà intellettuale nasce dal beneficio cumulativo di decenni di narrazione.
La stagione estiva di Disney era partita con The Devil Wears Prada 2, targato 20th Century Studios, seguito poi da Mandalorian and Grogu, Toy Story 5 e Oceania, presentati come i tre grandi titoli dell’estate. Solo Toy Story 5 ha rispettato le attese, superando il miliardo di dollari a livello globale. Gli altri due titoli sono stati superati al botteghino persino da produzioni horror a basso budget come Obsession e Backrooms.
Alcuni osservatori, come SlashFilm, ricordano che Disney vanta una lunga storia di flop cinematografici trasformati in rami di business redditizi: Newsies, tra i più celebri insuccessi al botteghino della sua storia, è poi diventato un musical di Broadway di grande successo. Resta però da vedere quanti flop consecutivi l’azienda possa permettersi di assorbire in questo modo, prima che l’immagine del franchise ne risenta concretamente.




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