Sigourney Weaver è salita sul Live Stage della Star Wars Celebration per parlare del suo grandioso debutto in Star Wars nel film The Mandalorian & Grogu. L’attrice ha rivelato qualche dettaglio sul suo ruolo e di come sia entrata in contatto con il Mandaloriano e con il suo piccolo amico.
“È una pilota di caccia cresciuta nella Ribellione, che ora cerca di proteggere la Nuova Repubblica. Credo che sia completamente dedita a ciò che fa. Ha avuto il buon senso di assumere dei Mandaloriani e questo piccolo aiutante. Scoprirò se sono davvero bravi come dicono. Ci conto!“.
Le è stato chiesto cosa l’avesse attratta del franchise. Weaver ha rivelato di non aver mai visto la serie, prima che Favreau la contattasse.
“Non riesco proprio a credere a quanto sia stata fortunata. Ho ammirato i film della saga, ci sono sempre attori straordinari. Adoro il fatto di essere trasportata in un altro mondo in cui si svolgono storie davvero importanti, anche se non reali. Credo che tutti abbiano bisogno di quella fuga ed è per questo che sono tornata costantemente alla fantascienza. Penso che parli di futuro, dell’essere umani, è un’esplorazione pressoché infinita. Sono certa che gli appassionati del genere capiscano quanto tutto questo sia importante“.

“Quando Jon, all’improvviso, mi ha chiesto di fare una videochiamata su Zoom e ha iniziato a parlare di The Mandalorian & Grogu… mi vergognavo ad ammettere che non avessi visto la serie. Se avessi saputo di cosa si trattava, l’avrei guardata, ma lui mi ha detto semplicemente ‘guardala e basta, inizia a guardarla’. Me ne sono innamorata. Come si potrebbe non farlo? Con la coppia di protagonisti, il mondo principale e tutti quelli collegati, è stato davvero stimolante e fantastico. Alla successiva riunione su Zoom ne sapevo un po’ di più ed era… irresistibile, stiamo scherzando? Sono così grata a Jon per aver pensato a me. Era necessario trovare qualcuno che non fosse mai stato in questo universo e sono così grata che lui abbia pensato a me“.
L’attrice ha dichiarato di essersi subito innamorata del piccolo Grogu.
“Ho dovuto abituarmi a stare con una creatura così adorabile. Ero affascinata da lui. Non credo si possa sfuggire a qualcuno dei suoi gesti e suoni, voglio dire, è molto dispettoso. Ho dovuto sforzarmi di respingere l’istinto del mio personaggio e tenermi lontana da questo piccolo attaccabrighe, ha cercato subito di approfittarsi di me. Non riuscivo a esprimere i miei veri sentimenti per Grogu, fino al momento dello ‘stop’“.
A Jon Favreau è stato chiesto che tipo di storia ci si possa aspettare per questo progetto.
“Beh, credo che ci siano alcune cose che stiamo tenendo a mente. Prima di tutto, vogliamo che ci sia un’atmosfera di gioco e avventura, giusto? Perché è di questo che si tratta. C’è l’avventura, ma c’è anche tutta la complessità che deriva dal western e dai film sui samurai. E Kurosawa, Ford… abbiamo collegato a questo prodotto tutti i registi cui ci siamo ispirati, nel corso degli anni, per realizzare la serie“.
“E ancora, i film di guerra di metà secolo. C’è un immaginario che attraeva George, che abbiamo cercato di mantenere, e un’estetica del mondo vissuto da lui stesso. Sembrava che ci fosse Storia. E anche se si tratta di fantascienza, non sembra ambientato nel futuro. Anzi, sembra derivare dagli archetipi del passato, dalla narrazione classica“.
“Come si fa a incorporare tutti questi elementi? Nello show, abbiamo potuto seguire piccoli affluenti e traiettorie, ma con un film la priorità è che sia accessibile a tutti. Si tratta di riuscire a mettere insieme il tutto e a inserirlo in un pacchetto, in modo che, se, per qualcuno, questo fosse il primo approccio con Star Wars, voglia essere lì e farne parte“.

Favreau è stato anche interrogato circa le differenze tra girare una serie e un film di The Mandalorian.
“Beh, il piccolo schermo offre molte opportunità. In tv, fare da showrunner e sceneggiatore è una parte importante del processo. Ho diretto solo un episodio in tutte le stagioni. Dave Filoni si è occupato del pilota e, insieme, abbiamo definito un look. Nei lungometraggi, invece, essere un regista richiede una traiettoria diversa. In quel caso, il narratore è presente sul set ogni giorno“.
“Abbiamo anche avuto un arco di tempo molto più ampio per raccontare la storia. Non sullo schermo, ma durante la realizzazione. Dovevamo impegnarci per far debuttare, entro un anno, ogni stagione di The Mandalorian. Abbiamo molti anni a disposizione, il che ci permette di pianificare in modo diverso, di costruire più set, di esplorare virtualmente le cose in anticipo. E poi di fare prove, perfezionare i costumi, creare opportunità sempre più pratiche e di riempire gli schermi IMAX“.
“Tradizionalmente, Star Wars ha avuto una risoluzione di 2:3:5 fin dai suoi albori, ma poi, per alcune sequenze, è stato necessario aprirsi completamente a un formato più grande e come si fa a riempirlo con tutte le meravigliose immagini che Star Wars offre?“.
È stato chiesto a Sigourney Weaver come si sentisse a fare finalmente parte del franchise di Star Wars e lei ha rilasciato una dichiarazione molto profonda.
“Non ho mai ricevuto un’accoglienza così calorosa, entusiasta, e la cosa più bella è che ognuno ha il suo capitolo di Star Wars preferito, ma non importa. Ora faccio parte della famiglia. Sono emozionata di essere qui, ho ringraziato Jon nel backstage, gli ho detto ‘grazie, amico’“.













