Il creatore e showrunner di Andor, Tony Gilroy, ha spiegato l’assenza di Darth Vader e Palpatine dalla seconda stagione di Andor. Ha chiarito che concentrarsi sui due villain sarebbe “limitante” per la serie.
“No, [aggiungere Vader alla serie] non è mai stato nei miei piani. Scrivere una storia che includa Darth Vader è davvero limitante. L’ho già fatto. Non ha molto da dire“.
L’autore ha riscontrato la stessa difficoltà riguardo all’altro importante antagonista di Star Wars, Sheev Palpatine (Darth Sidious).
“È un pezzo di carne troppo grosso, per me, da mettere al fuoco. Ci ho pensato, a un certo punto, ma sarebbe stato un compito troppo arduo“.

C’è da ammettere che un personaggio come Vader stonerebbe in un prodotto come Andor, nel quale non ci sono Jedi e la Ribellione non è ancora organizzata al punto da finire nel mirino dell’Imperatore.
“Una delle cose affascinanti che ho capito, fin dall’inizio della serie, è quanti miliardi di esseri ci siano nella galassia. Nessuno sa nulla dei Jedi, né dei Sith. Solo una piccola percentuale di persone ne ha una minima idea. Non fa parte della cultura. E ricordo di essere rimasto davvero sorpreso quando me l’hanno spiegato. Pensavo fosse qualcosa che tutti conoscessero, ma no, è un segreto di poca importanza“.
Anche se Gilroy considerava i due villain troppo “ingombranti” per il suo progetto, la presenza di Palpatine serpeggia in entrambe le stagioni. Nella prima, si assiste a diverse riunioni dei membri dell’Ufficio di Sicurezza Imperiale, che lo trattavano come un semplice uomo dalla grande influenza politica.
La genialità di Andor, come di Rogue One che l’ha preceduto, sta proprio nel trattare realisticamente anche i concetti più sconcertanti di Star Wars. Palpatine non è un personaggio malvagio da cartone animato. È un dittatore umano che commette sbagli umani. E non c’è neanche bisogno di vederlo per percepire il suo potere e la sua oppressione.













