Star Wars e i primi Sith della storia sono stati finalmente rivelati nel canone. Sappiamo ancora sorprendentemente poco sulle origini dei Sith. Secondo la lore ufficiale, i Sith nacquero come una fazione oscura scissa dall’Ordine Jedi circa 5.000 anni fa, poi bandita sul pianeta natale dei Sith, mostrato ne The Clone Wars quando Yoda visita il pianeta Moraband. Questo scisma è ricordato come i “Cento Anni di Oscurità”, un periodo terribile per i Jedi, impreparati a scontrarsi con altri utilizzatori di spade laser: fu proprio in quel periodo che nacquero le forme di combattimento con la spada laser, e alcune vennero rapidamente proibite perché ritenute troppo aggressive.
Il romanzo Legacy e il tempio di Tython
Il nuovo romanzo Star Wars: Legacy, scritto da Madeleine Roux, è ambientato tra Star Wars: Gli ultimi Jedi e Star Wars: L’ascesa di Skywalker. Nel libro, Leia Organa e la sua nuova allieva Rey si recano sul pianeta Tython, un mondo profondamente connesso alla Forza, nella speranza di riparare la spada laser di Rey, danneggiata dopo gli eventi di Gli ultimi Jedi. Lì scoprono un antico tempio Jedi e i resti di una battaglia risalente a 5.000 anni prima. Attraverso alcune registrazioni ritrovate nel tempio, le due donne scoprono cosa accadde davvero su Tython in quell’epoca remota.

Cinquemila anni fa, una Sith di nome Kalrian Diir si presentò al tempio dopo aver ucciso il proprio maestro, Darth Maritosh, conosciuto come il Terrore di Stirant. Diir era stata sottratta da bambina alla propria famiglia, privata della sua identità originaria e condotta sul pianeta Korriban, dove le erano stati incisi tatuaggi runici pensati prima per limitare la sua connessione con la Forza, rendendola più docile, e poi per amplificarla.
Un parallelo inquietante con Darth Maul
Legacy sembra volutamente ribaltare quanto sappiamo sui Jedi, sottolineando le somiglianze tra l’addestramento Jedi e quello Sith, entrambi basati sul sottrarre neonati alle proprie famiglie per ridefinirne l’identità. I tatuaggi di Kalrian Diir richiamano da vicino quelli di Darth Maul, che a sua volta credeva di aver dimenticato un nome precedente: un dettaglio che suggerisce come Palpatine abbia in seguito riutilizzato le stesse tecniche già impiegate da Darth Maritosh secoli prima. Il titolo “Darth”, inoltre, assume un peso particolare proprio perché questi eventi risalgono a 5.000 anni fa: chiunque fosse questo antico Signore dei Sith, potrebbe essere stato tra i primi a portare quel titolo.
Il tentativo di redenzione di Kalrian Diir si concluse comunque in tragedia. Il lato oscuro sfuggì al suo controllo, e nello scontro che ne seguì morirono tutti i presenti nel tempio, gettando nuova luce sulla reale portata dei Cento Anni di Oscurità: i Jedi dell’epoca non avevano idea di quanto fosse davvero potente il lato oscuro.
Il ritorno del nome Korriban
Legacy conferma inoltre un cambiamento silenzioso rispetto a una scelta originale di George Lucas. Il pianeta natale dei Sith venne creato dagli autori Tom Veitch e Kevin J. Anderson nell’Universo Espanso, con il nome di Korriban. Lucas apprezzò l’idea del pianeta desolato, ma ritenne il nome troppo simile a “Coruscant”, proponendo così il nome alternativo Moraband, poi utilizzato ne The Clone Wars. Il romanzo di Madeleine Roux, ambientato 5.000 anni prima della saga degli Skywalker, utilizza invece il nome originale Korriban, coerente con un precedente riavvicinamento tra le due versioni già tentato nel libro Star Wars: Miti e Favole di George Mann, secondo cui Korriban sarebbe semplicemente il nome antico dello stesso pianeta, caduto in disuso nell’epoca della trilogia prequel.













