Star Wars Italia ha avuto l’onore di realizzare un’intervista con Stefano Landini, nato a Sassuolo nel 1977 e cresciuto nella frazione di San Michele dei Mucchietti, dove tuttora risiede. Landini è uno dei fumettisti italiani più talentuosi e apprezzati nel panorama internazionale. La sua carriera inizia nel 2005 con le pubblicazioni per Lanciostory e Skorpio, seguite da lavori per Eura Editoriale come John Doe e Detective Dante. Negli anni successivi, Landini ha conquistato il mercato statunitense collaborando con Marvel Comics e DC Comics, disegnando per celebri testate come Hellblazer, The Punisher, Daredevil, Spider-man, Fantastic 4 e molte altre.
Nel 2016, il suo talento lo porta a realizzare fumetti e copertine per Star Wars sotto la supervisione di Lucasfilm, tra cui la serie Bersaglio Vader e alcune illustrazioni per il gioco di carte Star Wars Unlimited. Questi lavori segnano l’inizio di un’emozionante avventura nella galassia lontana lontana.


Come è iniziata la tua collaborazione con Lucasfilm e Marvel Comics? Puoi raccontarci il tuo percorso fino a qui?
“Ci sarebbe da andare un tantino indietro; è da più di 20 anni che faccio il fumettista professionista, e quasi tutti passati con le due major americane, Marvel e DC Comics. Ho iniziato lavorando prima con DC Comics e dopo quasi 10 anni ho iniziato in Marvel. Ho lavorato su tante testate, ma quando mi hanno proposto di lavorare su Star Wars, è stata un’emozione diversa. Si andava a toccare personaggi che mai avrei creduto di poter disegnare ed essendo un appassionato sin da quando ero piccolo, ho avuto un pó di soggezione. Le prime pagine erano da fare con il gruppo dei buoni all’interno del Millennium Falcon… sono partito con il botto!”
Qual è stato il tuo primo approccio al mondo di Star Wars come fan e come artista? C’è un momento specifico della saga che ti ha influenzato particolarmente?
“Come dicevo, essendo un appassionato, il mio primo approccio era quello di poter rendere quei personaggi come avrei sempre voluto vederli. Fedeli a quello che Lucas aveva creato, ma visti attraverso la mia mano. Sai, non è facile prendere personaggi così iconici, che i lettori vogliono riconoscere per come li hanno sempre visti, e riuscire comunque a metterci del tuo, senza stravolgerli. Non sono uno di quegli artisti che, una volta che gli si dà in mano personaggi famosi, vuole provare a dare la sua “impronta” stilistica. Preferisco renderli per come sono stati creati, ma attraverso un mio approccio stilistico. Non credo di essere mai stato veramente influenzato da qualche immagine o sequenza in particolare, ma di sicuro c’è un momento nella saga che mi ha fatto innamorare di questo mondo: quando vidi per la prima volta apparire Boba Fett. Il suo costume è e resta, per me, uno dei più impattanti del mondo di Lucas. Tutt’ora, se dovessero chiedermi cosa vorrei disegnare di Star Wars, direi Boba Fett. Ma per ora, mi accontento di aver avuto la possibilità di realizzare una copertina. Diciamo che un pezzetto di sogno ce lo siamo portati a casa.”
Quando hai iniziato a lavorare su progetti legati a Star Wars, quali erano le tue principali preoccupazioni o sfide?
“Ce ne sono state più di una; ad esempio, come rendere i personaggi senza distorcerli troppo per far vedere il mio stile su di essi. Come dicevo prima, in tutte le pagine che ho fatto sino ad oggi per Star Wars, il mio primo cruccio che mi sono sempre portato dietro, e che mi ha fatto riprendere molti dettagli e volti, era proprio quello di riuscire a mantenere fede al mio approccio stilistico, ma al tempo stesso a quello che tutti i fan avevano visto nei prodotti Lucas. Ho cercato di rendere un equilibrio, che in tutti gli altri miei lavori non ho nemmeno mai cercato. Un’altra sfida era riuscire a mantenere la fedeltà per tutte quelle cose che mi si chiedevano di creare da zero: inventarsi personaggi, armi, mezzi, astronavi, ecc., restando dentro l’approccio stilistico del brand. Non è stata una cosa semplice. Se poi ci aggiungi, almeno nel mio caso, che nel frattempo dovevi creare queste nuove cose e farle approvare dall’editor di Lucasfilm (che non era quello della Marvel, quindi in questi casi si ha a che fare con due editor in contemporanea), con la scadenza mensile delle canoniche 20 pagine… il lavoro si fa più complicato.”
Quanto è importante per te rispettare la tradizione e l’estetica di Star Wars e quanto, invece, cerchi di innovare o portare qualcosa di nuovo?
“Direi di aver risposto precedentemente. Per me è un mix di equilibrio tra l’artista e l’appassionato. Nessuno dei due deve sovrastare l’altro.”
Qual è il processo creativo che segui quando lavori su personaggi o ambientazioni di Star Wars? Collabori con altri artisti o creativi per mantenere una certa coerenza visiva?
“No, non collaboro con altri artisti, se intendi collaboratori. Ovviamente, facendo il mio lavoro in bianco e nero, mi avvalgo di coloristi. Quindi utilizzo il mio approccio lavorativo che ho quando lavoro su qualsiasi altro progetto.”



Puoi raccontarci qualche aneddoto interessante o memorabile legato al lavoro su progetti di Star Wars?
“Ce ne sono stati vari, uno in particolare è stato quando mi hanno chiesto di disegnare il nuovo Millennium Falcon e nel contratto specificava che, se ne avessero avuto il bisogno, lo avrebbero potuto utilizzare nella cinematografia Lucas. Il tutto restando dentro i 27 giorni di consegna per le 20 tavole mensili. Quindi, immaginati, che hai le solite tempistiche di lavoro (che ti assicuro, sono già belle tirate) ma con in più il dover inventare un prodotto di quella portata. Ho fatto nottate, ma alla fine sono riuscito a consegnare tutto nei tempi. E a fine della run, l’editor mi disse che sarebbe potuta essere usata nella serie del Mandaloriano.”
Quanto è diverso lavorare per Lucasfilm rispetto a Marvel Comics, soprattutto in termini di aspettative e libertà creativa?
“Parlo per la mia esperienza, e come dicevo, per me è cambiato il mio approccio a quello che volevo vedere realizzato, l’equilibrio tra artista e prodotto di riferimento. Mentre per quel che riguarda il lato gestionale, avere due editor (uno Marvel e l’altro Lucas) in contemporanea che lavorano con due fusi orari diversi… beh, è stata una sfida impegnativa.”
Star Wars è un universo vastissimo e molto amato dai fan. Come gestisci le aspettative del pubblico e come ti assicuri di creare contenuti che siano all’altezza di questa eredità?
“Non sono un fan, ma come detto, un appassionato, quindi ho comunque un approccio di rispetto e provo ad essere fedele a quelle che sono le aspettative di chi leggerà il mio prodotto. Poi, tieni conto che il compito dell’editor Lucas è proprio quello di controllare che vengano rispettate tutte le particolarità dell’universo Star Wars. Se dimentichi o stravolgi troppo alcuni dettagli, lui ha il compito di revisionarli e, nel caso, farteli riprendere.”
Quale personaggio o ambientazione di Star Wars hai trovato più stimolante da rappresentare e perché?
“Sono state tre in particolare: la prima l’interno del Millennium Falcon. Lo avevo disegnato tante volte, ma quando ho dovuto farlo su pagine ufficiali, è stato molto bello ed emozionante. La seconda è stata per tutte le volte che ho dovuto creare da zero scorci, edifici, armi, alieni, astronavi, ecc. Sapere di aver portato delle mie, seppur piccole, creazioni nel mondo ufficiale di Star Wars mi rende felice. L’ultima, e per me più importante: disegnare Darth Vader. Vader è un’icona intramontabile, un simbolo che va oltre la saga stessa. Rappresentarlo in una delle tavole è stato un momento emozionante e significativo nella mia carriera.”
Guardando al futuro, c’è un progetto o un’idea legata all’universo di Star Wars che ti piacerebbe esplorare?
“Sicuramente Il Mandaloriano. Il suo approccio da western all’italiana mi ha fatto impazzire. Avevo dato la mia disponibilità a lavorare per quella testata, ma per ora le strade mi hanno portato su altri progetti. Spero che prima o poi si possano incrociare e, perché no, si possano creare nuove avventure con nuovi personaggi, magari creati per l’occasione da me.”
Vogliamo ringraziare Stefano Landini per la sua disponibilità e per il fantastico contributo artistico che ha dato e continua a dare all’universo di Star Wars. La sua passione, dedizione e il suo talento sono un esempio brillante di come l’arte italiana possa lasciare un segno indelebile in una delle saghe più amate di sempre.
Se volete scoprire di più sui suoi lavori e restare aggiornati sui suoi progetti futuri, potete seguirlo sui suoi canali social ufficiali Instagram e Facebook.
![[Esclusivo] Intervista a Stefano Landini: un italiano dietro le pagine di Star Wars](https://i0.wp.com/starwarsitalia.net/wp-content/uploads/star-wars-italia-stefanpo-landini-fumettista.jpg?resize=1140%2C570&ssl=1)








