Tony Gilroy, ideatore e showrunner di Andor, ha spiegato perché l’epico discorso di Mon Mothma al Senato della Repubblica sia diverso da quello di Rebels. Lui e Dan Gilroy si sono sentiti limitati nell’attenersi al discorso che il personaggio pronunciava nella serie animata.
Nell’episodio Secret Cargo della terza stagione, Mon fa un discorso trasmesso in tutta la galassia dall’interno della nave, mentre viene trasportata su Yavin dalla Gold Squadron.
“Nel canone, che noi stiamo dirottando, lei viene salvata dalla Gold Squadron e il discorso che tiene è quello ufficiale. Ma Danny mi ha domandato ‘Devo attenermi a questo fottuto discorso?’“.
A quanto pare, è stato fatto in modo che lui non dovesse farlo, consentendogli comunque di partecipare al banchetto dei Ribelli. Cassian avrebbe salvato Mon dal Senato, sfuggendo alla squadra corrotta di Bail Organa, e l’avrebbe tratta in salvo. Lei sarebbe rimasta lì, in attesa del trasporto organizzato da Luthen con la Gold Squadron. Da lì, avrebbe fatto un discorso, una volta arrivata sana e salva a Yavin.

“In modo davvero subdolo, stiamo minimizzando quello che hanno fatto in Rebels, ma mantenendo la coerenza. Stiamo solo dicendo che non si conosce davvero tutta la storia, né quello che è successo“.
All’inizio, la storia avrebbe dovuto essere raccontata in modo un po’ diverso. Il discorso di Mon era frammentato tra scene d’azione che rappresentavano la corrotta Gold Squadron di Bail Organa, l’ingresso di Cassian nel Senato e i tentativi dell’Impero di zittire Mon. Geneviev O’Reilly, però, voleva che il suo personaggio vivesse appieno il momento.
“Tony è entrato nella mia roulotte e gli ho detto: ‘È semplicemente straordinario’. E lui è rimasto lì seduto e mi ha detto: ‘Vuoi che scriva tutto il discorso, vero?’. E io ho risposto: ‘Sì, per favore, per favore, mi farebbe piacere. Scrivi tutto il discorso’. Nel giro di un giorno o due, me l’ha consegnato“.
“Me l’ha dato, con l’idea che lo imparassi, e poi loro avrebbero semplicemente girato quei momenti. Poi sono andata dal regista, che mi ha detto: ‘Sì, filmiamo tutto il discorso‘. È stata un’esperienza grandiosa, per me, pronunciare quel discorso per intero. È davvero speciale“.

Oltre a quel momento monumentale, Mon Mothma ne vive anche un altro altamente simbolico. Mentre lei e Cassian fuggono dal Senato, si lascia cadere la toga senatoria, in risposta a un momento di brutale violenza. La lascia lì, indossando la giacca di Cassian per mimetizzarsi. L’attrice ha lavorato con il team di Andor e il costumista Michael Wilkinson per trovare il momento perfetto per quel gesto. Sebbene il discorso sia molto più visibile e diretto, per l’interprete gettare a terra la toga è il vero segno di rivolta di Mon.
“Sapevamo che Cassian avrebbe dovuto darle il cappotto perché doveva coprirla per uscire dall’edificio. Non era scritto dove sarebbe successo, ma ricordo che ci abbiamo lavorato molto. Dove sarebbe più incisivo? Lo fai quando la capsula si ritrae, prima di andartene? Perché, una volta uscita da quella capsula del Senato, lei ha un bersaglio sulla schiena, ma potrebbe essere più efficace fuggire con quella toga addosso, attraversando l’edificio?“.
“C’è rispetto per quella toga. Poi, c’è quel momento di vera violenza in quell’atrio, lei si trova di fronte a quel muro di innegabile aggressività e ribellione. È profondamente scioccante. Quello è il momento più istintivo e vulnerabile per mollare tutto, per sfuggire a tutto questo“.
“Ha lavorato con impegno e dedizione, ed è stata fondamentale per la Ribellione. Ma è in quel momento che attraversa quel Rubicone, e lo attraversa con Cassian. È stato bellissimo che fosse con lui, visto dove andiamo in Rogue One. Ma il punto è che, dopo quella scena, non si torna indietro“.













