La seconda stagione di Light & Magic è arrivata su Disney+, con un trailer e un poster inediti. L’acclamata serie di documentari di Lucasfilm e Imagine Entertainment esplora la continua eredità di Industrial Light & Magic, che celebra il suo 50° anniversaio. Il doppiatore Sam Witwer ha condotto una discussione in diretta durante la Star Wars Celebration Japan con l’interprete di Jar Jar Binks, Ahmed Best.

Con loro, anche il presidente e direttore generale di Lucasfilm, Lynwen Brennan, il vicepresidente senior, direttore generale e responsabile di ILM, Janet Lewin, il direttore creativo esecutivo e supervisore senior degli effetti visivi di ILM, John Knoll, il direttore creativo e supervisore senior dell’animazione di ILM, Sydney Rob Coleman, e il vicepresidente senior e direttore esecutivo del design di Lucasfilm, Doug Chiang.
All’inizio del panel, il regista della seconda stagione, Joe Johnston, e il produttore esecutivo, Ron Howard, hanno condiviso un video di saluto con i fan sul Live Stage della Celebration. Nel suo messaggio registrato, Johnston ha ringraziato gli spettatori della prima stagione, anticipando dettagli sulla seconda.
“Dopo tutti questi decenni, sono stupito di ciò che siamo riusciti a realizzare all’inizio. Il mio obiettivo [con la seconda stagione] è quello di esplorare l’incredibile capitolo del cambiamento che ha caratterizzato la Rivoluzione Digitale. Abbiamo tante storie entusiasmanti da raccontare“.
Johnson stesso fu uno dei primi registi assunti dalla ILM nel 1975. Ha lavorato come concept designer e storyboard artist per la trilogia originale di Star Wars. Anni dopo, la sua brillante carriera lo ha riportato alla ILM, fianco a fianco alla società, per realizzare film come The Rocketeer, Jumanji e Jurassic Park III. Dopo che il veterano sceneggiatore e regista Lawrence Kasdan diresse la prima stagione di Light & Magic, a Johnston fu data l’opportunità di riprendere la storia.
Nel suo video, Ron Hoeard ha raccontato: “Le storie di questi artisti poco conosciuti rendono in qualche modo i film iconici cui stanno lavorando ancora più affascinanti. La seconda stagione mostra come gli innovatori della ILM, con la guida visionaria di George Lucas, abbiano continuato a sperimentare nuove tecniche, a sviluppare una tecnologia digitale rivoluzionaria e a trasformare il modo in cui viviamo l’arte e l’artigianato del cinema. Vi prometto che, questa volta, ci saranno ancora più storie, sulla creazione di questa magia“.
Il lavoro è ripreso a metà degli anni ’90, dopo Jurassic Park ha inaugurato enormi cambiamenti nell’industria e nella forma d’arte degli effetti visivi. Per il decennio successivo, ILM avrebbe introdotto innumerevoli innovazioni, ognuna delle quali rappresentava una “prima ” a sé stante.
In particolare, la trilogia prequel di Star Wars ha spinto ILM e Lucasfilm a sviluppare nuovi strumenti digitali per dare più potere ai propri artisti e a realizzare la visione di Lucas. Lynwen Brennan è incredibilmente grata per il modo in cui il documentario mette in mostra sia gli strumenti che gli artisti.
“Joe ha fatto un lavoro fantastico con questa serie. La troupe dietro le quinte è stata magistrale nel catturare questi momenti. A volte, si pensa erroneamente che siamo solo una scatola nera contente segreti, che premiamo un pulsante per gli effetti visivi, ma, in realtà, ci sono letteralmente migliaia di artisti di talento che lavorano insieme per risolvere i problemi“.
“Parte di ciò che rende speciale la ILM è la gente, Quando George Lucas la creò, intendeva riunire persone che amassero rompere lo status quo e che non avessero paura dell’impossibile. Questo è ancora nel DNA della ILM e non c’è niente di più ribelle di questo“.
Una di queste persone, Doug Chiang, è stata tra i primi artisti a lavorare alla trilogia prequel, con il compito di guidare il progetto per ideare un’era completamente nuova nella galassia di Star Wars. Chiang, sempre umile, è stato inizialmente ispirato da contenuti dietro le quinte proprio come questo.
“Ho sempre sognato di lavorare alla Industrial Light & Magic, fin da quando ho visto i documentari originali sul making-of. È una cosa folle perché non pensavo di poter realizzare quel sogno, quindi essere seduto qui con tutti a questo panel è ancora un po’ surreale“.
Sebbene i prequel utilizzassero effetti visivi digitali senza precedenti per l’epoca, ogni film della trilogia era in gran parte un ibrido. Tecniche all’avanguardia combinavano metodi pratici collaudati. In qualità di supervisore degli effetti visivi, John Knoll era incaricato di contribuire a determinare i metodi migliori per ogni inquadratura e sequenza, dai velocissimi sgusci su Tatooine ai fiumi di lava bollente su Mustafar.
Definito dai suoi colleghi membri del panel un membro dei “professionisti dei prequel“, Knoll si è mostrato piuttosto tranquillo riguardo alla sua concentrazione e determinazione durante quel periodo.

“C’erano molte cose che andavano oltre le capacità degli strumenti stessi. Tenevo mentalmente il conto di ciò che doveva essere inventato. Ma ero molto ispirato dai film di Star Wars e volevo arrivare a un punto in cui, un giorno, avessi potuto lavorare a qualcosa di quelle dimensioni e portata“.
Ahmed Best è stato in prima linea nell’innovazione con la sua interpretazione di Jar Jar Binks in Star Wars: La minaccia fantasma del 1999. La seconda stagione di Light & Magic esplora il suo percorso come primo attore nell’interpretare un ruolo importante in un lungometraggio utilizzando la tecnologia di performance capture digitale.
“Quello che abbiamo tutti in comune [su questo palco] è che George ha visto qualcosa in noi. Per offrire il miglior lavoro possibile per questa creatura (e per questa persona) che tutti amiamo, abbiamo dovuto dare il massimo. Jar Jar non sono solo io: siamo tutti noi, tutti quelli che siedono in questo panel. Noi siamo Jar Jar“.
Dopo Jar Jar Binks, il direttore dell’animazione, Rob Coleman, era ansioso di realizzare il Maestro Yoda (doppiato da Frank Oz) in formato digitale per Star Wars: L’attacco dei cloni. Era, infatti, l’unico modo per riprodurre fedelmente la performance del personaggio nel suo elaborato duello con la spada laser contro il Conte Dooku.
Grazie alla sua esperienza in coreografia e arti marziali, Best si è persino consultato con Coleman per la progettazione del combattimento. Un momento saliente del panel è stata anche la nota sentimentale di Coleman, secondo cui quella era la prima volta che lui e Best si vedessero di persona in vent’anni, dopo anni di stretta collaborazione.
“Questo documentario è come una macchina del tempo, per me. È surreale. Quei giorni e quegli incontri erano da qualche parte nella mia mente, e, guardando questo prodotto, sono tornati tutti rapidamente alla mente. Sono così grato, perché cattura un momento della mia vita, delle nostre vite, in cui abbiamo creato qualcosa di veramente speciale“.
È una testimonianza del duro lavoro e della determinazione che caratterizzano l’opera tanto amata dai fan. Mentre ILM celebra il suo 50° anniversario nel 2025, ci sono molti traguardi passati da onorare e ognuno di essi continua a ispirare gli artisti che lavorano oggi in azienda.
Per dirlo con le parole di Lewin: “Penso che ciò che mi abbia colpito di più sia il modo in cui Joe Johnston sia riuscito a raccontare la storia degli effetti visivi. È rivoluzionario, richiede talento artistico e idee innovative. Ognuno ha una voce, ed è questo che lo rende così entusiasmante. Adoro il fatto che abbiamo un programma che lo dimostra, e spero che piaccia anche a voi“.













