Asajj Ventress è uno dei personaggi più affascinanti dell’universo Star Wars, e le curiosità sulla sua creazione sono almeno altrettanto avvincenti della sua storia. Nata come schiava sul pianeta Dathomir, addestrata da un cavaliere Jedi, caduta nel lato oscuro come apprendista del Conte Dooku e infine riemersa come cacciatrice di taglie, la sua è una delle storie più tormentate e stratificate di tutta la galassia lontana lontana. Un’antieroine prima che il termine diventasse di moda, capace di tenere testa ad Anakin Skywalker e Obi-Wan Kenobi senza mai appartenere davvero a nessuna delle due fazioni.

Il personaggio nacque per la prima volta nella serie animata Star Wars: Clone Wars del 2003, diretta da Genndy Tartakovsky, dove apparve come spietata assassina al servizio del Conte Dooku. Fu però con la serie animata in 3D Star Wars: The Clone Wars del 2008 che Ventress conquistò definitivamente il pubblico, guadagnandosi un arco narrativo completo che la trasformò da villain monodimensionale a uno dei personaggi più complessi dell’intera saga. La sua storia trovò poi un capitolo conclusivo — almeno in apparenza — nel romanzo L’apprendista del lato oscuro del 2015, scritto da Christie Golden, prima di tornare in scena nella terza stagione di The Bad Batch nel 2024.
Eppure, dietro il personaggio che milioni di fan hanno imparato ad amare, si nasconde una storia altrettanto ricca e sorprendente — quella della sua creazione. Dalle scelte dei nomi ai design mai realizzati, dai destini alternativi ai riferimenti culturali inaspettati, Asajj Ventress è un personaggio costruito su strati di decisioni creative che vale la pena scoprire. Eccone dieci.
1. Il nome “Ventress” viene dalla città della regina del voodoo
Il cognome di Asajj Ventress ha origini tutt’altro che galattiche. Fu Samuel C. Spitale a suggerirlo, ispirandosi a una piccola comunità della Louisiana chiamata proprio Ventress. Il motivo della scelta? Quel nome evocava in lui la figura di Marie Laveau, la leggendaria “regina del voodoo” di New Orleans.

Laveau fu una creola della Louisiana, vissuta tra il 1794 e il 1881, discendente dei coloni bianchi, degli schiavi neri e della comunità di persone libere di colore del Sud della Louisiana. Per diversi decenni tenne letteralmente sotto il suo incantesimo la città di New Orleans. Organizzava cerimonie in cui i partecipanti venivano posseduti dai loa, gli spiriti del Voodoo; distribuiva amuleti e pozioni, salvò dalla forca diversi condannati a morte, prediceva il futuro e curava i malati. La sua pratica spirituale combinava elementi delle credenze dell’Africa occidentale con il cattolicesimo, dando vita a qualcosa di inclassificabile.
Esattamente come Asajj Ventress, che nel corso della sua storia non è mai stata davvero né una Sith né una Jedi, né una villain né un’eroina, ma qualcosa di molto più complesso e sfumato.
2. “Asajj” è ispirato da Kurosawa e da Shakespeare
Il primo nome del personaggio ha un’origine ancora più inaspettata del cognome. Fu Leland Chee, responsabile della continuity di Star Wars, a proporre “Asajj”, ispirandosi al personaggio di Lady Asaji del film Trono di sangue di Akira Kurosawa, uscito nel 1957.
Trono di sangue è un adattamento del Macbeth di Shakespeare ambientato nel Giappone feudale medievale. Lady Asaji è la controparte di Lady Macbeth: la donna nell’ombra, la burattinaia, colei che muove i fili del potere restando apparentemente in secondo piano. La sua interpretazione è considerata una delle rese più agghiaccianti del personaggio shakespeariano mai portate sullo schermo: Kurosawa istruì l’attrice Isuzu Yamada a non battere mai le palpebre in scena, conferendole un aspetto quasi non umano, simile a una maschera.
Il legame con Asajj Ventress va ben oltre il nome. Entrambe condividono una natura ambigua e manipolatrice, un’intelligenza fredda e una lealtà condizionata. Donne che servono un padrone potente — Dooku, come Macbeth — covando in silenzio la propria agenda. Shakespeare avrebbe probabilmente apprezzato sapere che la sua Lady Macbeth sarebbe un giorno diventata una guerriera con due spade laser rosse.
3. Nacque come villain principale de L’Attacco dei Cloni
Il design di Asajj Ventress esisteva prima ancora che il personaggio avesse un nome. Durante la fase di sviluppo di Star Wars: Episodio II — L’Attacco dei Cloni, il concept artist Dermot Power lavorò a lungo sul design del nuovo antagonista Sith che sarebbe dovuto apparire nel film. Power spinse con forza affinché il nuovo villain Sith fosse una donna. Voleva darle un’estetica quasi da samurai, con linee nette e una presenza scenica immediata.

La storia andò diversamente. Quel ruolo fu assegnato al Conte Dooku, ma il design elaborato da Power rimase nei cassetti della Lucasfilm fino a trovare nuova vita nella serie animata Star Wars: Clone Wars del 2003 diretta da Genndy Tartakovsky, dove divenne Asajj Ventress. Un personaggio nato quindi per il grande schermo e finito — almeno inizialmente — sul piccolo, portando con sé tutta la forza visiva di un design concepito per una produzione cinematografica.
Lo stesso Dermot Power è anche il concept artist dietro il design originale di Captain Phasma, la soldatessa in armatura cromata de Il Risveglio della Forza. Un artista che, due volte, ha dato forma a personaggi femminili destinati a diventare iconici nell’universo Star Wars.
4. La testa rasata è una scelta simbolica
Tra tutti gli elementi visivi che definiscono Asajj Ventress, la testa rasata è forse il più riconoscibile. Eppure non si tratta di una caratteristica della sua specie, né di una semplice scelta estetica. I flashback della serie rivelano che Ventress non è naturalmente calva: si rasò i capelli dopo la morte del suo maestro Jedi Ky Narec. Dave Filoni ha confermato che quella scelta rappresenta la sua fedeltà alla filosofia Sith.
Un gesto volontario, quindi, quasi rituale. Ventress si spogliò letteralmente di una parte di sé per abbracciare il lato oscuro, trasformando il proprio corpo in una dichiarazione di appartenenza. La stessa logica si applica in senso inverso nel romanzo L’apprendista del lato oscuro: quando i capelli di Ventress ricrescono, quel dettaglio rappresenta la sua progressiva distanza dai Sith.

È un esempio di come The Clone Wars abbia lavorato su Ventress con una cura narrativa rara per una serie animata: ogni elemento del suo aspetto racconta qualcosa della sua storia interiore. I capelli di Ventress sono un indicatore dello stato della sua anima.
5. La spada laser gialla divenne quella di Maul
La spada laser gialla di Asajj Ventress ha una storia produttiva intrecciata con quella di un altro dei personaggi più amati di Star Wars. Il design fu creato dal concept artist Will Nichols per The Clone Wars, con l’intenzione di utilizzarla in otto episodi incentrati sulla storia d’amore tra Ventress e il maestro Jedi Quinlan Vos. La serie fu però cancellata prima che quegli episodi venissero completati, e la storia fu adattata nel romanzo L’apprendista del lato oscuro di Christie Golden.

Il design della spada, rimasto nei cassetti per anni, non andò sprecato. Quando The Clone Wars tornò con la sua settima stagione, il concept art originale della spada di Ventress fu riutilizzato per il nuovo bastone a doppia lama di Maul, quello che impugnò durante l’Assedio di Mandalore nel suo duello con Ahsoka Tano. Per anni i fan si sono chiesti come mai i due personaggi condividessero lo stesso design — un mistero rimasto irrisolto per quattro anni, fino al ritorno di Ventress in The Bad Batch, dove una nuova elsa curva ha finalmente distinto visivamente le due armi.
Una spada laser progettata per raccontare una storia d’amore, finita a illustrare uno degli scontri più iconici dell’intera saga. Star Wars, in fondo, funziona anche così.
6. La doppiatrice originale si ispirò a Eartha Kitt
Nella serie animata Star Wars: Clone Wars del 2003, la voce di Asajj Ventress apparteneva a Grey DeLisle, una delle doppiatrici più prolifiche di Hollywood. Secondo il regista Genndy Tartakovsky, la sua interpretazione prese ispirazione dalle qualità feline di Eartha Kitt — un riferimento tutt’altro che casuale.
Kitt era una performer americana di straordinaria versatilità: cantante, ballerina e attrice, famosa per il suo timbro vocale felino e la sua presenza scenica magnetica. Negli anni Sessanta interpretò Catwoman nella serie televisiva Batman, rendendo il ruolo inconfondibilmente suo grazie alla sua corporatura agile e alla voce distintiva. La sua carriera subì un brusco arresto quando fu inserita in una lista nera dopo aver criticato pubblicamente la guerra del Vietnam durante un pranzo alla Casa Bianca alla presenza della first lady Lady Bird Johnson. Un gesto di coraggio che le costò anni di lavoro, ma che contribuì a costruire la sua leggenda.
Il parallelismo con Ventress regge su più livelli: entrambe donne dalla presenza intimidatoria, dall’eleganza affilata come una lama, capaci di dominare ogni scena in cui appaiono. Una eredità vocale che, anche solo per tre episodi di una serie animata del 2003, ha lasciato un’impronta indelebile sul personaggio.
7. Stava per duellare contro Kylo Ren in Star Wars: Resistance
Nel 2019, durante la produzione della seconda stagione di Star Wars Resistance, Ventress tornò concretamente nei piani della Lucasfilm. Il capo sceneggiatore ed executive producer Brandon Auman rivelò in un’intervista che il personaggio di Mika Grey era in origine Asajj Ventress — un’idea venuta direttamente da Dave Filoni: “Avevamo Mika Grey che, nelle prime fasi, era in realtà Asajj Ventress nella storia. Una versione più anziana di Asajj Ventress. E quella era un’idea di Filoni.”
Il piano andava ancora più lontano. Era previsto anche un duello tra Ventress e Kylo Ren: “E stavamo anche per fare una scena in cui Asajj Ventress affronta Kylo Ren. Era qualcosa di cui avevamo discusso fin dall’inizio.” Uno scontro che avrebbe unito due ere della saga in modo del tutto inedito.
A fermare tutto fu Filoni stesso. La sua preoccupazione era che il ritorno di Ventress avrebbe eclissato tutti gli altri personaggi: “Se Asajj arriva, è tutto quello di cui i fan si preoccuperanno. Vorranno solo Asajj, Asajj, Asajj, non gli importerà degli altri personaggi.” Una forma di rispetto, tutto sommato: Ventress meritava un ritorno all’altezza della sua storia, non un cameo in una serie minore.
8. Ha il simbolo di un serpente sulla sua uniforme da cacciatrice di taglie
Quando Ventress abbandona i Sith e diventa cacciatrice di taglie, il suo look cambia radicalmente. Il nuovo costume fu progettato da Chris Glenn per l’episodio Bounty di The Clone Wars, e ogni suo elemento fu scelto con una precisa intenzione narrativa.
Il dettaglio più significativo si trova sulla spalla: una placca recante l’illustrazione di un serpente nero su fondo turchese. Secondo i designer della serie, il serpente rappresenta la natura di Ventress come creatura incompresa, comunemente considerata pericolosa per istinto, prima ancora di conoscerla davvero. Un animale a cui la cultura umana attribuisce da sempre connotazioni oscure, ma che nella realtà è semplicemente fedele alla propria natura.

Il casco che completa il costume porta con sé un’altra curiosità produttiva: fu progettato a tre mani da Dave Filoni, Chris Glenn e Darren Marshall. Un lavoro collettivo su un dettaglio apparentemente secondario, che testimonia quanto cura fosse dedicata a ogni elemento visivo del personaggio. Un costume che racconta, pezzo per pezzo, la storia di una donna che ha perso tutto e ha ricominciato da zero.
9. L’identità alternativa: Darth Vindicaa
Nell’universo Star Wars esistono le storie Infinities: scenari non canonici che esplorano versioni alternative della saga, con la libertà di ignorare la continuity ufficiale. Una di queste storie, pubblicata sullo Star Wars: The Clone Wars Magazine, immagina cosa sarebbe successo se il tradimento di Dooku avesse avuto un esito completamente diverso.
Nella storia, le Sorelle della Notte potenziano Ventress con la loro magia oscura, trasformandola in una guerriera ancora più letale di prima. La nuova forma potenziata dal lato oscuro la dota di un’armatura da duello capace di deflettere sia le spade laser che i colpi dei blaster. Così equipaggiata, Ventress affronta Dooku nel suo sancta sanctorum e lo sconfigge definitivamente. Darth Sidious, impressionato dalla potenza della nuova arrivata, la nomina sua apprendista con il titolo di Darth Vindicaa — mentre lei, in segreto, pianifica già di rovesciare anche lui.
Una storia che, nella sua brevità, cattura perfettamente l’essenza del personaggio: Ventress che serve un maestro potente solo come trampolino verso qualcosa di più grande. Canonica o meno, Darth Vindicaa resta uno dei titoli più evocativi mai associati al personaggio.
10. Avrebbe dovuto chiamarsi Juno Eclipse
Prima di diventare Asajj Ventress, il personaggio portò per un periodo un nome completamente diverso. Durante la fase di sviluppo, il nome in codice scelto dallo sceneggiatore Haden Blackman fu Juno Eclipse. Il nome fu poi scartato perché ritenuto non sufficientemente minaccioso.
Il nome però era troppo evocativo per essere abbandonato del tutto. Juno Eclipse fu uno dei primi personaggi di The Force Unleashed a ricevere un nome, e nella storia del videogioco divenne un personaggio completamente diverso: una pilota imperiale che finì per schierarsi con la Ribellione. Due destini opposti per lo stesso nome — uno scartato perché troppo poco oscuro, l’altro diventato il simbolo di una redenzione.
Vale la pena notare la simmetria con il nome definitivo: anche “Starkiller”, il nome in codice del protagonista di The Force Unleashed, ha radici profonde nella storia di Star Wars, essendo uno dei nomi originali di Luke Skywalker nei primissimi script di George Lucas. Due nomi riciclati dalla preistoria della saga, ognuno con una vita propria. La Lucasfilm ha da sempre un rapporto affettuoso con i propri scarti creativi.
In conclusione
Asajj Ventress è uno di quei personaggi che sembrano sfidare ogni tentativo di definizione. Nata da un concept art scartato, battezzata con un nome che evoca Shakespeare e il voodoo del profondo Sud americano, costruita pezzo per pezzo da decine di mani creative nel corso di vent’anni — la sua storia, tanto nella finzione quanto dietro le quinte, è quella di qualcuno che rifiuta di restare nei margini che gli altri le assegnano. I Sith la vogliono strumento, i Jedi la vedono come minaccia, i fan la amano proprio per questo: perché Ventress appartiene solo a sé stessa. E in un universo narrativo grande come quello di Star Wars, una cosa del genere è tutt’altro che scontata.













