L’arte è un elemento fondamentale nel linguaggio visivo di Star Wars. Insider esplora i significati nascosti in quest’arte galattica e le sue somiglianze con le nostre tradizioni e i nostri antenati. La galassia di Star Wars accoglie una miriade di specie, ognuna con la propria cultura. Il Grand’Ammiraglio Thrawn, appassionato collezionista, utilizza l’arte per comprendere punti di forza e debolezza dei diversi popoli. Insider ha coinvolto un esperto in stile Thrawn per esaminare le similitudini tra opere d’arte come i Kalikori, i murales dei templi Jedi e le nostre tradizioni.

George Lucas ha scritto Star Wars ispirandosi a miti, archeologia e opere d’arte, come afferma il dottor George Nash dell’Università di Bristol. Nash sottolinea come Lucas abbia creato un contesto ricco, attingendo all’immaginario degli antichi. Durante la stesura e la rielaborazione di Una nuova Speranza, George Lucas lesse molti libri di mitologia. Incanalò il suo interesse per l’antropologia e l’archeologia in tutte le sue opere.
Nell’episodio “In the Stars” della seconda stagione di Star Wars Vision le sorelle Tichina e Koten commemorano la madre e i loro antenati con un monumento chiamato “La pietra della mamma”. Questo muro di impronte di mani ricorda i più diffusi disegni preistorici, come in quelli della “Cueva de las Manos” in Argentina. Le impronte, create spruzzando vernice intorno alle mani, celebrano l’eredità culturale e artistica, tramandata nel tempo proprio come i nostri antichi antenati.

In Rebels, il Kalikori della famiglia Syndulla, mostra l’importanza dei cimeli di famiglia, simili a molte tradizioni culturali del nostro mondo. Henry Gilroy, co-produttore esecutivo di Rebels, spiega che i Kalikori ricordano le trapunte ereditarie. Considerati sacri dai Twi’lek, ogni generazione aggiunge disegni e perline che rappresentano la propria famiglia. Hera aggiunse al suo Kalikori un pezzo per ricordare Kanan, rendendolo parte della famiglia Syndulla. In Star Wars, esempi simili, includono il ciondolo inciso con un frammento di Japor che Anakin regala a Padmé come portafortuna. Il ciondolo rappresenta un forte legame tra il passato e il futuro. Le uniche due inquadrature riservate a questo oggetto sono entrambe tra le mani di Padmé, nel secondo caso durante il suo funerale.

Ne L’ascesa di Skywalker ci viene brevemente mostrata la “Festa degli Antenati” che gli Aki-Aki di Pasaana celebrano ogni 42 anni. Il culmine di questa festa sono gli aquiloni colorati e i dolciumi. L’usanza di far volare variopinti aquiloni nel cielo viene praticata durante “Il Giorno degli Antenati” in Cina, una festività simile alla nostra “Festa dei Morti”. Tuttavia, a differenza della nostra celebrazione, per loro è un momento gioioso, in cui si celebra la memoria dei defunti e la vita.

Il pianeta Lothal, in Rebels, offre molti esempi di arte antica. Queste immagini evocano l’arte rupestre dei Pitti di Scozia (primo periodo medievale), che nelle loro incisioni utilizzavano punti e linee simili a costellazioni. L’arte antica, come il dipinto degli Dei di Mortis e dei Loth-Lupi, potrebbe riflettere credenze antiche. Alcuni storici ipotizzano che i nostri antenati credevano che le pareti delle caverne fossero portali che conducevano verso mondi spirituali. Ezra Bridger, attraversando il portale per il Mondo tra i Mondi, rappresenta una metafora di queste credenze.

L’arte di Star Wars è profondamente legata alla nostra cultura e alle nostre origini, fondendo elementi di storia e tradizione con l’immaginazione. George Lucas, insieme ai suoi successori, ha sapientemente utilizzato frammenti del passato per creare una mitologia galattica unica e coinvolgente, arricchendo le storie con simboli e riferimenti che risuonano profondamente nel pubblico. Questa fusione di antico e moderno ha permesso a Star Wars di diventare non solo una saga cinematografica, ma un vero e proprio fenomeno culturale, capace di ispirare e affascinare generazioni di fan in tutto il mondo. Così come Sabine sottolinea ad Ezra “É arte, tutto ha un significato”.













