Kathleen Kennedy, presidente della Lucasfilm dal 2012, ha reso “femmina” la Forza di Star Wars. Infatti, sono anni che circola in rete la foto di Kathleen Kennedy indossare una maglietta con la scritta “The Force is Female”, la Forza è femmina. Questo non farebbe altro che confermare quanto molti affermano senza dare un contesto alla foto. Kathleen Kennedy supporta un’agenda femminista (a causa delle tante protagoniste femminili che sono sorte in Star Wars negli ultimi anni). Oppure che Kennedy è una guerriera a supporto della cultura woke (smentita da un insider della Lucasfilm). Abbiamo letto comunque articoli e commenti che accusavano Kathleen Kennedy di essere cattiva, che odia gli uomini e che stia cercando di “appropriarsi” del franchise di Star Wars. Eppure, le foto (nella quale c’è anche suo marito, Frank Marshall) non sono mai state spiegate e contestualizzate.

“The Force is Female” non ha alcuna relazione con Star Wars
Iniziamo subito dicendo che le magliette “The Force is Female” non hanno alcuna relazione con Star Wars. Non fanno parte di alcuna campagna della Lucasfilm o della Disney. “The Force is Female” è una campagna creata e sponsorizzata dalla Nike. Lo scopo di “The Force is Female” è quello di “Sostenere donne che infrangono le regole, corrono rischi e sovvertono lo status quo con il loro unico e potente modo di essere.”
Lo scopo della campagna quindi è quello di supportare tutte quelle donne che aspirano a formare il futuro e che pensano fuori dagli schemi. In questo caso, per la Nike la parola “Forza” indica la capacità di esercitare una forza in senso positivo (quindi “force” è sinonimo di “strenght”). La Nike si riferisce alla forza secondo questa definizione, e non a “Forza” come “un campo di energia mistica generato da tutti gli esseri viventi che pervade l’universo e tutto ciò che esso contiene”. La campagna è stata creata per sponsorizzare le scarpe WMNS SF Air Force 1, delle scarpe da basket da donna.
Diamo contesto alla foto
Ora, vi starete chiedendo “perché Kathleen Kennedy sta indossando quella maglietta?”. Magari l’ha indossata per rendere sua quella frase e applicarla su Star Wars? La foto è stata scattata all’Archer Film Festival, un evento dedicato a tutte le giovani donne che vogliono entrare nell’industria cinematografica di alto livello. L’industria cinematografica per le donne è un ambiente nella quale bisogna lottare e fare compromessi per potersi affermare come registe o produttrici. Questa iniziativa serve ad incoraggiare la lotta contro gli stereotipi di genere.
Il discorso di Kennedy
Kennedy è stata invitata all’edizione del 2017. Le ragioni dell’invito sono chiare per chi conosce la sua carriera. Una produttrice di altissimo profilo che ha supportato diverse donne, durante la sua carriera, ad affermarsi nell’industria cinematografica. Kennedy è stata invitata come speaker e, nonostante il suo discorso facesse riferimenti a Star Wars, non ha mai fatto affermazioni a favore dell’agenda femminista o contro il genere maschile.
“Star Wars contiene valori che significano qualcosa per le persone. È fonte di aspirazione, è pieno di speranza. Stranamente, sono valori che non vediamo più in molti film di successo. Non so perché ci sia questa tendenza a una visione più distopica e apocalittica del mondo. La cosa fantastica è che Star Wars non è così, ed è per questo che piace alla gente.”
Infatti, il suo discorso è stato mirato all’uguaglianza, alla speranza e alla determinazione. Il tutto condito da citazioni del Maestro Yoda. Non ha nemmeno fatto riferimenti alla Principessa Leia, modello di donna forte e indipendente.
“Di fatto, il produttore deve lavorare come un traduttore. Si instaura un rapporto molto stretto con il regista e lo sceneggiatore fin dall’inizio, e poi si comunica costantemente con le diverse persone che entrano nel processo, mentre si cerca di mantenere una visione che deve essere comunicata per un lungo periodo di tempo. Potresti lavorare a qualcosa per tre, quattro o cinque anni. Mantenere quella visione e quel punto di vista è davvero difficile. Le capacità comunicative sono fondamentali.”
Quello che salta subito all’occhio però è che nel finale Kennedy cita Yoda, esclamando la frase sulla sua maglietta. A questo punto, potremmo pensare che che Kathleen Kennedy abbia inserito la frase nel suo discorso per farla sua. Anche perché non c’è alcuna citazione alla Nike.
“Ci sono letteralmente centinaia di persone che lavorano in diverse aree della produzione, del marketing, degli effetti visivi e della post-produzione, eppure la maggior parte di questi posti di lavoro è occupata da uomini. Si tratta di lavori che le donne possono svolgere, hanno solo bisogno di avere un’opportunità. Ciò significa che sindacati, studi, produttori, registi e altre donne in posizioni di potere e responsabilità devono fare uno sforzo. Quindi, fare o non fare. Non c’è provare. The Force is Female”
Cosa c’entra la Nike con un festival del cinema?
Lecitamente, tra le domande che sorgono c’è anche quella che chiede cosa ci faccia la Nike ad un festival del cinema. L’Archer Film Festival è organizzato dalla Archer School for Girls. Sulla homepage del festival si legge:
“Archer Film Festival è dedicato a potenziare le donne registe e altre persone spesso trascurate nel settore. Il nostro obiettivo è far progredire l’arte cinematografica mettendo in mostra i lavori di studenti delle scuole superiori le cui prospettive sono raramente viste o ascoltate. Di conseguenza, sono incoraggiate le candidature provenienti da voci sotto-rappresentate.”
La Archer School for Girls è un vero e proprio campus nella quale le studentesse vivono e studiano, nel cuore di Los Angeles. Facendo varie ricerche, ho scoperto che il campus, come la maggior parte di quelli americani, ha un dipartimento sportivo: la Archer Athletics. Nel 2017 la Nike era sponsor della Archer Athletics assieme a Adidas. Questa informazione deriva da un loro post che racconta l’incontro con dei rappresentanti della Under Armor come potenziale nuovo sponsor.
E qui i punti potrebbero iniziare ad unirsi. Tutti gli eventi che hanno una portata molto ampia ricevono fondi da grandi aziende per figurare come sponsor. L’organizzazione dell’Archer Film Festival potrebbe quindi aver ricevuto dei fondi dalla Nike, che di conseguenza si è fatta pubblicità per dare visibilità alle scarpe Air Force One da donna. E per l’occasione, avrà distribuito le magliette con lo slogan dell’iniziativa “The Force is Female” come omaggio a tutte le studentesse della scuola, compresa Kathleen Kennedy.

Kathleen Kennedy avrà forse sfruttato la maglietta e la frase “The Force is Female” per mettere più enfasi nei suoi discorsi. Avrà reso la Forza “femmina” solo in quel momento, per contestualizzare il suo discorso ad un festival del cinema dedicato solo alle donne. Ha sfruttato lo slogan per incoraggiare delle giovani ragazze ad intraprendere una carriera di successo. Il tutto è rimasto circoscritto a quel giorno. E il fatto che “la forza è femmina” non è mai stato applicato a Star Wars in termini ufficiali, ma nemmeno ufficiosi. E di certo non l’ha fatto per sminuire gli uomini o creare una nuova concezione della Forza. La Forza non ha sesso.
Elizabeth English, preside della Archer School for Girls ha affermato che la forza è si femmina, in relazione al mondo del lavoro delle donne, confermando quindi che Star Wars non c’entra nulla con la frase incriminata.
“Mentre la forza è sicuramente femminile nella scuola tutta femminile dove lavoro, in generale la forza sarà femminile solo quando le donne si organizzeranno, eserciteranno il loro potere collettivo e smetteranno di aspettare educatamente che il mondo ci dia il permesso. Il primo passo è riconoscere quanto sia ancora pervasivo e insidioso il sessismo. Mentre scrivevo questo pezzo, tredici membri uomini del Congresso stavano redigendo una legislazione sanitaria che avrebbe fatto retrocedere i diritti riproduttivi delle donne. Possiamo guardare a senatrici come Susan Collins, Kirsten Gillibrand, Kamala Harris e Lisa Murkowski, che hanno votato contro, così come alle donne del movimento suffragista, per trovare coraggio”
Una pratica infantile
La foto decontestualizzata viene ormai utilizzata solo ed esclusivamente per screditare Kathleen Kennedy. Non discuto sulle opinioni dell’operato di Kathleen Kennedy perché non è questa la sede adatta, ma suggerisco di non decontestualizzare delle immagini per il proprio tornaconto perché è una spratica sleale, oltre che scorretta.
La decontestualizzazione di un contenuto non è nuova all’interno del fandom di Star Wars. La regista Sharmeen Obaid-Chinoy è stata accusata di supportare un agenda femminista nel suo film di Star Wars. Questo a seguito di una sua dichiarazione portata fuori dal suo contesto e applicata a Star Wars. “Mi piace mettere gli uomini a disagio” è la frase incriminata, che in realtà risale al 2015, in relazione ad un suo documentario sui “Delitti d’onore” ai danni delle donne del Pakistan.
Ancora più recentemente, Amandla Stenberg è stata vittima di discriminazioni. “Deve far piangere i bianchi” ha detto Amandla, in occasione di una intervista nel 2018. L’attrice si riferiva ad un film da lei interpretata, che tratta i temi del razzismo e della violenza della polizia americana nei confronti degli afro americani. Alcuni “fan” hanno fatto circolare la frase decontestualizzata spiegando che l’attrice voleva far piangere i bianchi durante la visione di The Acolyte. Amandla è ancora investita da polemiche razziste sul suo conto, e per questo ha risposto ai suoi detrattori con una canzone.













