The Hunt for Ben Solo non si farà, almeno per ora. A dirlo è stato Dave Filoni, co-presidente di Lucasfilm, interpellato al D23 sul possibile ritorno di Kylo Ren. Era stata Variety a chiedergli conto del progetto, ricevendo una risposta piuttosto vaga: «Non stiamo realizzando quel film in questo momento, questo è quanto posso dire», accompagnata da un sorriso complice e da un gesto della mano in stile Jedi. Poco dopo, rispondendo a Deadline, Filoni si è espresso in modo leggermente più netto: «Non è qui, non lo troverete qui. La Forza non è con noi, in questo senso: amo l’affetto che provate per questa storia».
Cosa fu The Hunt for Ben Solo
Il progetto, mai ufficialmente annunciato da Lucasfilm, nasce dalla collaborazione tra Adam Driver e il regista Steven Soderbergh, che vi hanno lavorato per due anni e mezzo insieme allo sceneggiatore Scott Z. Burns. La storia avrebbe seguito gli eventi successivi a Star Wars: L’ascesa di Skywalker, portando avanti un percorso di redenzione per l’ormai ex Kylo Ren. Driver aveva raccontato la vicenda in un’intervista all’Associated Press nell’ottobre 2025: «Abbiamo presentato la sceneggiatura a Lucasfilm. L’hanno adorata, hanno capito perfettamente il nostro punto di vista e il motivo per cui volevamo raccontarla». Il progetto sarebbe stato però bloccato dall’allora CEO Disney Bob Iger e dal co-presidente Disney Entertainment Alan Bergman, che secondo il racconto di Driver non riuscivano a immaginare come Ben Solo potesse essere ancora vivo, dato che il personaggio muore proprio al termine de L’ascesa di Skywalker. Lo stesso Soderbergh aveva commentato con una punta di rammarico la vicenda, dichiarando semplicemente di essersi divertito molto a “girare il film nella propria testa”.
La lunga campagna dei fan
Da quando la notizia dell’esistenza del progetto è diventata pubblica, i fan non hanno mai smesso di chiedere a gran voce il suo ritorno. Un aereo con lo striscione “Shareholders Want The Hunt for Ben Solo” ha sorvolato gli studi Disney di Burbank dopo una earnings call dello scorso novembre. A marzo, la paracadutista professionista Brenn Richards si è lanciata da un aereo con una bandiera dedicata alla causa, portando con sé anche un messaggio indirizzato al nuovo CEO Disney: «Josh D’Amaro, lanciarsi col paracadute è rischioso, ma The Hunt for Ben Solo non lo è». A gennaio, due cartelloni pubblicitari erano comparsi a Times Square con la scritta “Che il maggio 2026 rinnovi la speranza nella galassia e lo riporti a casa”. Anche diverse figure di primo piano legate a Star Wars si sono schierate a favore del progetto nel tempo, tra cui Daisy Ridley, il regista Rian Johnson e l’ex presidente di Lucasfilm Kathleen Kennedy, che aveva definito la sceneggiatura ormai accantonata semplicemente “ottima”.
Perché la domanda arriva proprio ora
Il tema torna d’attualità in un momento delicato per il franchise. The Mandalorian and Grogu ha chiuso la propria corsa al cinema con 345 milioni di dollari a livello globale, il risultato più basso mai registrato da un film live-action di Star Wars, alimentando ancora di più il desiderio dei fan di vedere Lucasfilm puntare su un progetto già pronto e fortemente atteso come questo. A rendere la giornata ancora più particolare, lo stesso weekend Adam Driver si trovava effettivamente al D23, ma per tutt’altro motivo: l’attore ha infatti annunciato il proprio ingresso nell’universo Marvel, nel ruolo di Mister Sinister nel reboot degli X-Men. Il D23 aveva già regalato ai fan di Star Wars buone notizie con il trailer della seconda stagione di Ahsoka e le prime immagini di Star Wars: Starfighter, ma The Hunt for Ben Solo, almeno per ora, resta un capitolo ancora chiuso.



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