Star Wars: Starfighter non richiede di aver visto gli altri film della saga. Diretto da Shawn Levy e con Ryan Gosling protagonista, il film rappresenta il prossimo grande ritorno di Lucasfilm al cinema, con uscita fissata per il 28 maggio 2027. Annunciato lo scorso anno a Star Wars Celebration a Tokyo, il progetto racconta una storia originale ambientata circa cinque anni dopo Star Wars: L’ascesa di Skywalker, l’episodio più recente nella linea temporale della saga.
Lo sceneggiatore Jonathan Tropper ha confermato che Starfighter non presuppone alcuna conoscenza pregressa degli altri film di Star Wars, un taglio netto rispetto all’approccio della trilogia sequel, da sempre fortemente legata al passato della saga. Tropper ha rivelato questo dettaglio durante un’intervista al podcast Bingeworthy di The Playlist, segnale di un cambio di rotta importante per il prossimo grande capitolo cinematografico del franchise.

Le parole di Jonathan Tropper
Tropper, già autore del film The Adam Project diretto da Levy nel 2022 e creatore della serie Apple TV Your Friends & Neighbors, ha mantenuto il massimo riserbo sulla trama del film durante l’intervista. Si è invece mostrato molto più aperto nel descrivere il tipo di esperienza cinematografica che lui e Levy vogliono offrire al pubblico.
Lo sceneggiatore ha spiegato che l’obiettivo, fin dalle prime conversazioni con Levy, era ricreare la sensazione provata da bambini nel vedere Star Wars nel 1977. «L’obiettivo fin dall’inizio, quando io e Shawn abbiamo iniziato a parlarne, era ricreare in sala la sensazione che avevamo da ragazzi guardando Star Wars nel 1977. Quel senso di avventura spericolata verso mondi nuovi. Per noi era davvero importante. Non ci sono barriere d’ingresso. Non serve aver visto gli altri film di Star Wars per entrare in questo». Lo sceneggiatore ha aggiunto che il film punta tutto su desiderio di evasione e avventura, piuttosto che sulla conoscenza pregressa della mitologia della saga, così che nessuno spettatore debba studiare una guida prima di entrare in sala.
Cosa aveva diviso i fan nella trilogia sequel
La trilogia sequel aveva scelto l’approccio opposto a quello di Starfighter. Star Wars: Il risveglio della Forza, Star Wars: Gli ultimi Jedi e Star Wars: L’ascesa di Skywalker si erano legati direttamente ai film precedenti, una scelta che aveva diviso profondamente il fandom. Molti fan avevano apprezzato il ritorno di Han Solo, interpretato da Harrison Ford, a bordo del Millennium Falcon insieme a Chewbacca, con C-3PO e la Leia Organa di Carrie Fisher anch’essi coinvolti nella nuova storia.
L’accoglienza si era invece raffreddata quando si trattava del trattamento riservato ai personaggi storici, su tutti Luke Skywalker, riproposto in Gli ultimi Jedi come un eremita disilluso che recide ogni legame con la Forza. Lo stesso Mark Hamill aveva ammesso all’epoca di essersi trovato inizialmente in disaccordo con questa interpretazione del personaggio, salvo poi difendere il film una volta completato. L’ascesa di Skywalker aveva sollevato ulteriori polemiche resuscitando l’Imperatore Palpatine, un colpo di scena che aveva approfondito ancora di più la dipendenza della trilogia dal passato della saga.
Perché la scommessa di Starfighter potrebbe pagare
La recente storia al botteghino di Lucasfilm aiuta a spiegare perché questa strategia potrebbe rivelarsi vincente. L’ascesa di Skywalker aveva chiuso la trilogia sequel nel 2019 con poco più di un miliardo di dollari a livello globale, circa la metà di quanto incassato da Il risveglio della Forza quattro anni prima, dopo due anni di estenuanti polemiche online legate a Gli ultimi Jedi.
Lo scorso maggio, The Mandalorian and Grogu aveva riportato il franchise al cinema, debuttando con circa 100 milioni di dollari negli Stati Uniti nel weekend del Memorial Day, una cifra più vicina al deludente debutto di Solo: A Star Wars Story nel 2018 che ai grandi esordi della trilogia sequel. Anche quel film chiedeva agli spettatori occasionali di arrivare con una conoscenza pregressa di una serie disponibile solo in streaming, e molti di loro sono evidentemente rimasti a casa.
Starfighter, che non richiede di aver visto gli altri film, è libero da questo ostacolo, un vantaggio non da poco. Chi non vede un film di Star Wars al cinema da decenni, o non ne ha mai visto uno, potrà acquistare il biglietto senza sentirsi impreparato. Anche la presenza di Ryan Gosling come protagonista rafforza questa strategia: l’attore arriva da Project Hail Mary e da Barbie, quest’ultimo tra i maggiori successi al botteghino dell’ultimo decennio, e il suo solo nome potrebbe convincere migliaia di persone a tornare in sala. La distanza dalla trilogia sequel protegge inoltre il film dalle polemiche che avevano travolto quei capitoli: senza personaggi storici sullo schermo, non c’è nulla di cui i fan di lunga data debbano sentirsi protettivi, e nessuna fazione del fandom arriverà al cinema già arrabbiata o in cerca di un motivo per lamentarsi.

Il contesto più ampio
Le riprese di Starfighter si sono concluse alla fine del 2025, e il film si trova ora in una fase di post-produzione che risulterebbe in anticipo sulla tabella di marcia rispetto alla data di uscita fissata per maggio 2027. Al fianco di Gosling, il cast include Flynn Gray in un ruolo da co-protagonista, oltre a Matt Smith, Mia Goth, Aaron Pierre, Simon Bird, Jamael Westman, Daniel Ings e Amy Adams.
Il film si inserisce in uno slate cinematografico molto più ampio annunciato da Lucasfilm, che comprende anche progetti firmati da Sharmeen Obaid-Chinoy, James Mangold, Taika Waititi, oltre alla nuova trilogia di Simon Kinberg attualmente in sviluppo. La data di uscita di Starfighter porta con sé anche un forte peso simbolico: il film arriverà a cinquant’anni esatti dall’uscita di Una nuova speranza, lo stesso anno in cui una nuova versione doppiata in gallese reintrodurrà il film originale al pubblico con un cast vocale completamente nuovo. Il fatto che il film non richieda di aver visto gli altri film della saga diventa quindi centrale nella scommessa di Lucasfilm: ricreare, con un cast di personaggi del tutto inediti, la stessa sensazione di avventura che conquistò il pubblico nel 1977.













