La Lucasfilm Animation continua a confermarsi come il miglior studio dell’ecosistema Lucasfilm. Con una grandissima produzione alle spalle, come le serie televisive animate The Clone Wars, The Bad Batch, Rebels e Resistance, ha fatto un magnifico lavoro con le serie antologiche Tales. Star Wars: Tales of the Jedi ha esplorato alcuni eventi chiave di Ahsoka Tano ed il Conte Dooku in un periodo in cui i venti di guerra erano molto vicini. Mentre aspettiamo la seconda stagione di Tales of the Jedi, arriva Tales of the Empire, sequel spirituale della precedente e ambientata dopo la caduta della Repubblica. Ringraziamo Disney Italia per averci permesso di vedere l’intera serie in anteprima.
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Star Wars: Tales of the Empire ci presenta due nuovi protagonisti. Nella prima parte assistiamo all’ascesa di Morgan Elsbeth, Sorella della Notte. Sopravvissuta allo sterminio del suo clan su Dathomir in una battaglia contro le forze della Confederazione, Morgan si unirà all’Impero in cerca di vendetta. Nella seconda parte invece, assistiamo all’ascesa di Barriss Offee come Inquisitrice dell’Impero e alla sua redenzione. Le due storyline mettono in risalto due temi in contrasto tra loro. Da un lato vediamo la trasformazione di Morgan, da una semplice Sorella della Notte ad una potente magistrata a capo di una città trasformata in una industria navale. Dall’altro lato assistiamo alla definitiva caduta di Barriss Offee, messa alla prova per diventare una nuova Inquisitrice e fare tutto il contrario di quello che le è stato insegnato dai Jedi, fino alla sua redenzione.

L’intera serie è impostata sul trasmettere sentimenti in contrasto tra loro che permettono allo spettatore di empatizzare con i personaggi, nonostante le loro azioni discutibili. Le storie coprono un periodo di oscurantismo nella galassia e mostrano la vera natura dell’Impero, la vera concezione totalitaria di cui è composto.
Tales of the Empire ha fatto tornare diversi personaggi che già conosciamo, come il Generale Grievous, Gilad Pellaeon, Thrawn e diversi Inquisitori, con una piccola ma imponente apparizione di Darth Vader. Inizia da subito con l’azione e sono pochi i momenti in cui ci sono scene statiche. L’azione e i combattimenti infatti, coprono la maggior parte della serie. Le ambientazioni sono mozzafiato, lo spettatore viene catapultato in luoghi che già conosce ed è possibile assistere ad eventi già noti, semplicemente osservati da un’angolazione diversa. La colonna sonora si lascia ascoltare ed è una componente molto importante per ogni singolo episodio. Il compartimento grafico è di netto migliore rispetto alle ultime serie prodotte.

L’intera serie si potrebbe considerare come un piccolo gioiellino, nonostante l’effimera durata di ogni episodio (che va dai 15 ai 10 minuti) la cura dei dettagli è stratosferica. La cosa che più mi ha colpito è stata la fotografia: alle volte ci vengono mostrate delle ambientazioni o delle inquadrature degne di un quadro da appendere in soggiorno, con delle bellissime palette per ogni singola scena.
Le due storie sono interessanti e sicuramente coinvolgeranno lo spettatore in base alle sue preferenze. Personalmente, ho trovato più coinvolgente la storyline dedicata a Barriss Offee e poco avvincente quella di Morgan Elsbeth. La storia di Barriss era rimasta in sospeso da più di dieci anni. Nella quinta stagione di di The Clone Wars infatti, viene arrestata per aver ucciso a sangue freddo una terrorista. Il percorso per diventare Inquisitrice è stato sbrigativo, ci ha mostrato però quanto un Jedi possa essere tale anche nei momenti più oscuri della vita. Avrei preferito scoprire di più del mondo degli inquisitori, ma purtroppo è rimasto ancora avvolto nell’ombra.

Nonostante la sua nuova affiliazione, Barriss ha cercato di soddisfare le richieste dell’Inquisitorio con la gentilezza che contraddistingue i Jedi, senza l’uso della violenza gratuita e ingiustificata. La fine del suo arco narrativo è ancora lontana, ma questi episodi hanno messo le basi per una seconda stagione ricca di azione.
In conclusione, Tales of the Empire è una serie breve, si può guardare in circa un’ora e mezza, ma davvero godibile. Nonostante la breve durata degli episodi, racconta tutto quello che deve raccontare, senza lasciare nulla in sospeso. Ogni episodio è concentrato sul protagonista, mettendo gli altri personaggi in secondo piano. L’importanza che viene data ai personaggi principali non è mai stata vista in altre serie. La loro ricerca introspettiva è messa in risalto e le loro azioni sono adeguatamente giustificate dal loro passato. Il finale ha lasciato intendere che ci sarà una seconda stagione, che speriamo possa uscire molto presto.
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