Dopo una trepidante attesa, la Lucasfilm rilascia finalmente una serie antologica di corti sulle vicissitudini della saga. Infatti, lo scopo principale di Star Wars: Tales of the Jedi, miniserie diretta da Dave Filoni, è quella di fornire informazioni sui retroscena rimasti in sospeso su alcuni personaggi, protagonisti delle vicende della trilogia prequel e di The Clone Wars. La miniserie è formata da 6 episodi molto scorrevoli ed è possibile apprezzarli completamente in poco più di un’oretta e mezza, dato che ogni episodio dura tra i 15 ed i 20 minuti. La miniserie nello specifico racconta i trascorsi di due personaggi agli antipodi: il Conte Dooku e Ahsoka Tano.
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Iniziando dal primo episodio “Vita e Morte” troviamo una giovanissima Ahsoka Tano, coinvolta in una disavventura che tuttavia ne evidenzia già le sue abilità nell’uso della Forza. Oltre a questo, l’episodio approfondisce la cultura del popolo Togruta del pianeta Shili. I valori dei Togruta si mostrano simili a quelli Jedi, professando l’amore per la vita e il rispetto di tradizioni legate nel profondo al loro popolo, l’universo tutto ed una osservazione particolare per la natura che li circonda. Un inaspettato incidente durante una battuta di caccia porta la piccola Togruta ad affrontare una prova di sopravvivenza che sottolinea già la sua potenza nella Forza sin dalla tenera età. Infine, tutto ciò che concerne questo spin off sull’infanzia di Ahsoka servirà poi per una migliore comprensione delle dinamiche che il suddetto personaggio affronterà nelle vicende degli eventi futuri narrati nelle serie e i film.

Il secondo episodio, “Giustizia”, si presenta più interessante rispetto al primo: per la prima volta vediamo il Maestro Jedi il Conte Dooku ancora tra i ranghi dell’Ordine dei Jedi in compagnia del suo apprendista Qui-Gon Jinn. Entrambi sono incaricati dall’Ordine Jedi di recuperare il figlio rapito di un senatore della Repubblica. Viene fornita una visione differente del bene, identificato da tutti nella Repubblica Galattica in cui oltre alla giustizia e alla libertà affannosamente difesa dai Jedi e dal Senato, vige anche tanta ipocrisia e corruzione. Difatti, in un primo momento si pensa che il figlio del senatore sia stato rapito ingiustamente dagli abitanti del suo pianeta natale, ma la situazione si capovolge immediatamente, mettendo a nudo le cattive intenzioni dello stesso senatore. Quest’ultimo infatti, perpetra nel villaggio in questione un’oppressione tale che sta diffondendo solo povertà e indigenza.

L’osservazione di questi eventi ci mostra l’allontanamento del Conte Dooku dai valori dell’Ordine Jedi, cosa che a tratti ricorda Anakin Skywalker nella sua reinterpretazione dell’uso della Forza per attaccare e non per difendere come professato dai Jedi. Difatti egli si schiera dalla parte degli abitanti del villaggio, respingendo con violenza la milizia privata del senatore e cercando di uccidere quest’ultimo soffocandolo. La situazione viene subito ristabilita dal suo Padawan Qui-Gon Jinn, che mostra invece profonda saggezza e discernimento, riportandolo alla calma e salvando sia il villaggio che il figlio del senatore.
Il terzo episodio, intitolato “Scelte” è sempre dedicato al passato del Conte Dooku. La storia ci pone davanti a due differenti scuole di pensiero: quella di Dooku, sempre più diffidente nel Cosiglio dei Jedi, e quella di Mace Windu, strettamente ligia al dovere e fedele al Consiglio. I due sono incaricati di far luce sulla misteriosa morte della Maestra Jedi Katri uccisa sul pianeta Raxus Secundus. La questione prevalentemente presa in esame da Dooku evidenzia ancora una volta la corruzione e la falsità della Repubblica, che portano il Conte ad allontanarsi sempre più dai dettami del Consiglio dei Jedi.
Nell’episodio si nota come vengano descritti gli scrupolosi dogmi dell’Ordine Jedi, che in alcuni casi risultano eccessivamente zelanti per il giovane conte, così tanto che lo porteranno sempre più a sviluppare un pensiero profondamente critico e discordante, un pensiero che in futuro lo porterà a fondare l’alleanza separatista. Gli eventi si concludono con i funerali della Maestra Katri che si tengono al tempio Jedi e alla nomina di Windu come membro dell’Alto Consiglio dei Jedi, in sostituzione della defunta Maestra. Sembra tuttavia emblematico pensare che proprio Raxus, decenni dopo, diventerà la capitale della Confederazione dei Sistemi Indipendenti.
“Il Signore dei Sith” porta alla conclusione delle vicende che coinvolgono Dooku. Il conte vaga per il Tempio Jedi e chiacchiera con la Maestra Jocasta Nu. In questa occasione assistiamo alla famosa cancellazione del pianeta Kamino dagli archivi dei Jedi, ovviamente per mano di Dooku. Questo episodio segna anche l’ultimo incontro tra Dooku e il suo apprendista Qui-Gon Jinn.

Dopo la morte di Qui-Gon Jinn, Dooku si trova di fronte all’albero Uneti (rara specie arborea sensibile alla forza) presente al tempio. Viene raggiunto dalla Maestra Yaddle (altro personaggio appartenente alla stessa specie di Yoda apparso per breve tempo in Episodio I) che percepisce qualcosa che non va in Dooku. La Maestra Jedi decide quindi di seguirlo nei suoi spostamenti fino alla parte industriale del pianeta Coruscant, e scoprendo che l’ormai decaduto Jedi Dooku è passato al lato oscuro, perché sta incontrando il Signore dei Sith Darth Sidious. Dopo il colloquio con Sidious, Yaddle e Dooku si scontrano in uno spettacolare duello in cui sfortunatamente la Maestra Jedi troverà la morte.
Nel quinto episodio, intitolato “La pratica rende perfetti” , veniamo catapultati a pochi mesi dall’inizio delle Guerre dei Cloni. La scena si apre all’interno del dojo del tempio Jedi in cui Ahsoka si sta allenando con dei remoti. ad assistere alla sua performance ci sono il Maestro Yoda, Obi-Wan, Tera Sinube e Depa Billaba con il suo padawan Caleb Dume (il futuro Kanan Jarrus della serie Rebels). Dopo l’allenamento Anakin Skywalker, arrivato in ritardo e non molto contento della sua padawan, la porta ad allenarsi al Centro Repubblicano per le operazioni militari di Coruscant.
Qui identifichiamo un aspetto che ci riporta al lasso temporale delle Guerre dei Cloni, ovvero la squadra di cloni di fase 1 comandata dal celebre Capitano Rex. Il capitano infatti, sta coadiuvando il Generale Skywalker nell’inizio di un nuovo e più arduo allenamento per la giovane padawan. Con un notevole salto temporale ci ritroviamo negli eventi prossimi ad Episodio III sullo Star Destroyer Tribunal in cui si ripete lo stesso allenamento ma con i cloni della 501a legione. Questo addestramento si rivelerà poi fondamentale per la sopravvivenza di Ahsoka, con l’aiuto di Rex, all’ordine 66 che avverrà sullo stesso vascello poche ore dopo.
”CODA”
Nell’ultimo episodio, intitolato “Coda”, la scena si apre sui funerali della defunta Senatrice Padmé Amidala. All’evento assistono una schiera infinita di persone e tra loro si riconoscono Mon Mothma e il Senatore Bail Organa. Bail si accorge della presenza di un’ospite in incognito e inatteso: l’ex Jedi Ahsoka in persona, sopravvissuta all’ordine 66. La Togruta si è recata su Naboo in occasione del funerale della sua amica. Organa, cogliendo l’occasione, le dona un comlink nel caso in cui, un giorno, volesse unirsi a una causa più grande rispetto all’anonimato a cui andava incontro. La causa dell’Alleanza Ribelle.

La scena si sposta in un villaggio su Raada, un pianeta prevalentemente agricolo, dove la Togruta si è rifugiata in anonimato. Ben presto, con un susseguirsi di eventi il suo segreto viene alla luce, convincendo un’abitante del villaggio ad allertare l’Impero che prontamente invia uno dei suoi letali inquisitori. Si arriva infine al duello tra Ahsoka e l’inquisitore che rimarca molto quello tra Obi-Wan e Maul nella serie Rebels. Ahsoka ha la meglio, e nel finale decide di unirsi alla lotta contro l’Impero.
Considerazioni personali
Nonostante una superficiale attenzione agli eventi del canone, e una grafica 3D non troppo perfetta, trovo che Tales of the Jedi sia un’interessante chiarimento atto a completare il mosaico narrativo di Star Wars. Il focus narrativo sui personaggi protagonisti della miniserie serve a comprenderne a pieno le azioni, il comportamento e il punto di vista degli stessi, che potenzialmente potrebbero cambiare anche il punto di vista dello spettatore.
Se analizziamo il Conte Dooku e i suoi trascorsi, non sarebbe necessariamente possibile inquadrarlo come malvagio, ma piuttosto apprezzare un diverso pensiero della visione della galassia in quanto corrotta, classista e insensibile. Si converrebbe quindi che non sempre la malvagità sia un punto di vista oggettivo ma piuttosto soggettivo. Nel caso di Ahsoka invece, la vicenda è posta sul punto di vista dell’addestramento, della sopravvivenza e della diversificazione, la stessa che ha permesso alla giovane Togruta di sopravvivere e che ha condizionato il suo maestro. In questo caso il suo distacco e il suo differente approccio le hanno permesso di sopravvivere e ampliare la sua mente, distaccandosi dai canoni dell’Ordine che a mio avviso sono stati la causa della sua distruzione.
Spero personalmente che vengano fatte più miniserie come Tales of the Jedi, e che si possano concentrare anche su personaggi tralasciati o poco trattati della saga, come Bayalan Skoll e la sua apprendista, o come Boba Fett durante il periodo delle Guerre dei Cloni.
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